lunedì 17 gennaio 2022

JUVENTUS, DOMANI TORNA LA COPPA ITALIA

 
Dopo la vittoria in Campionato contro l'Udinese, per la Juventus è già ora di tornare in campo per gli ottavi di finale di Coppa Italia. L'avversaria è la Sampdoria in piena crisi di risultati e con l'ombra del ritorno di Giampaolo che pende su D'Aversa.

In vista anche del delicatissimo match contro il Milan in programma domenica 23 gennaio, Allegri, che sarà squalificato, farà riposare qualcuno e darà spazio a chi, fino a oggi, ha giocato di meno.

In porta, dunque, ci sarà spazio per Perin che torna dopo aver giocato bene la sfortunata finale di Supercoppa Italiana, mentre in difesa molte scelte saranno obbligate visti gli infortuni e le indisponibilità. Sulle fasce dovrebbero agire De Sciglio e Alex Sandro, mentre al centro Rugani dovrebbe fare coppia con Chiellini, visto che De Ligt è squalificato.


A centrocampo possibile la conferma della coppia Arthur-Bentancur, con il rientro di Bernardeschi sulla fascia destra e di Rabiot in quella sinistra.

In attacco, anche complice la squalifica di Moise Kean, dovrebbe esserci spazio per Alvaro Morata dal primo minuto. Come suo partner, Dybala gode dei favori del pronostico, ma occhio a Kaio Jorge che potrebbe avere la sua prima chance da titolare. 

Dopo aver perso il primo trofeo della stagione, per la Juventus sarà importante vincere, così da dare continuità ai risultati in Campionato e mantenere vivo un altro obiettivo fondamentale per dare un senso a questa difficile annata. 


Questi i probabili schieramenti delle due squadre:

JUVENTUS: Perin; De Sciglio, Chiellini, Rugani, Alex Sandro; Bernardeschi, Bentancur, Arthur, Rabiot; Dybala, Morata - All. Allegri

SAMPDORIA: Falcone; Conti, Dragusin, Chabot, Murru; Candreva, Thorsby, Ekdal, Ciervo; Gabbiadini, Quagliarella - All. D'Aversa

La partita si giocherè martedì 18 gennaio alle ore 21.00 all'Allianz Stadium di Torino e verrà trasmessa, in esclusiva, su Canale 5. La vincente incontrerà una tra Sassuolo e Cagliari, sempre in gara unica


domenica 16 gennaio 2022

CASO DYBALA: CHI GUADAGNA PIU' ALLA JUVENTUS?

 

Dopo l'esultanza polemica di Paulo Dybala seguita al gol contro l'Udinese, sui social e sui giornali si è aperto il dibattito sul difficile momento che sta vivendo l'argentino e sulle complicazioni del rinnovo del suo contratto.

Anche se nell'immediato dopo partita, Dybala ha smentito di aver lanciato sguardi di sfida alla dirigenza in tribuna, non ha potuto fare a meno di mandare un chiaro messaggio e ha dichiarato che "io non devo dimostrare niente a nessuno".

Una dichiarazione che ha alzato i toni della polemica e diviso la tifoseria juventina tra chi appoggia Dybala e chi, invece, è a favore dell'atteggiamento rigido della dirigenza. Una situazione che, surreale per quanto sia, non può fare bene all'ambiente bianconero, soprattutto in un momento delicato della stagione come questo.

Se il problema del rinnovo di Dybala è la richiesta di adeguamento economico, allora è giusto fare il punto della situazione sull'attuale monte ingaggi della Juventus, in cui quello dell'argentino non è il più pesante né, tanto meno, quello peggiore in rapporto alle prestazioni.

Ecco, infatti, la top 5 dei giocatori più pagati dalla società bianconera:

Matthijs de Ligt: 8 milioni + 4 di bonus (fino al 2024)
Paulo Dybala: 7,3 milioni fino al 2022
Adrien Rabiot: 7 milioni + 2 di bonus (fino al 2023)
Aaron Ramsey: 7 milioni (fino al 2023)
Wojciech Szczesny: 7 milioni (fino al 2024)

Come si vede, Dybala guadagna meno di Rabiot e poco più Ramsey e Szczesny, giocatori che, in questa stagione ma non solo, hanno dimostrato di non valere questi soldi e di pesare molto di più dell'argentino, a oggi il miglior marcatore della Juventus nonostante gli infortuni (10 reti e 4 assist).

Se per il francese e il gallese la situazione è ormai disperata e si attende soltanto la loro cessione, il portiere polacco quest'anno è stato protagonista di un inizio stagione horror e ha fatto perdere almeno sei punti alla Juventus che oggi sarebbe in piena lotta scudetto.

Molti rimproverano a Dybala le scarse prestazioni e le troppe assenze, ma oggi l'argentino rimane il calciatore tecnicamente migliore dei bianconeri che, penalizzati dal gioco involuto di Allegri, hanno bisogno di lui per dare qualche spunto in più e rendere meno prevedibile la manovra.
La domanda che tutti si fanno è se Dybala valga lo stipendio che chiede (circa dieci milioni all'anno tra ingaggio e bonus), allora sarà forse utile un ripasso sui numeri del numero 10 da quando è alla Juventus.

In sette anni con la maglia bianconera, la Joya ha segnato 110 gol in 275 partite, ha vinto 12 trofei, ha giocato una finale di Champions League, conquistata proprio grazie a lui e al partner d'attacco dell'epoca Gonzalo Higuain. Inoltre, si trova all'undicesimo posto per gol segnati nella storia bianconera, al primo posto per i gol segnati in Supercoppa Italiana e al terzo per i gol segnati in Champions League.

Tuttavia, è anche vero che in questi anni non ha mai dimostrato lo stesso carisma di altri numeri 10, basti pensare ai più recenti, ovvero Del Piero e Tevez, eppure continua a essere uno dei giocatori migliori a disposizione della Juventus, eccezion fatta, naturalmente, per la parentesi Cristiano Ronaldo.

Probabilmente, non sapremo mai cosa sta davvero succedendo in questo momento tra Dybala e la dirigenza della Juventus, ma l'argentino è un patrimonio e come tale va protetto e tutelato.

Un accordo tra le parti va trovato, Dybala non va fatto partire a zero né, tanto meno, venduto al miglior offerente, perché la Juventus ha ancora bisogno di lui. Tuttavia, non vanno ignorati i limiti fisici mostrati ultimamente, per cui è anche giusto che si trovi una soluzione che soddisfi tutti.


(Marcello Gagliani Caputo)


sabato 15 gennaio 2022

JUVENTUS-UDINESE 2-0: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, la Juventus ha ripreso il suo cammino in Campionato. All'Allianz è sbarcata un'Udinese a caccia di punti salvezza e reduce dall'emerganza Covid.

Per l'occasione, Allegri ha rivoluzionato la squadra, cambiando ben 8 giocatori rispetto alla partita contro l'Inter. A centrocampo, Locatelli ha lasciato spazio alla coppia Arthur-Bentancur, mentre in attacco Kean ha vinto il ballottaggio con Morata.

La Juventus è partita molto lenta e svogliata e il primo quarto d'ora è stato buono soltanto per chi soffre d'insonnia. Si è vista una squadra incapace di accelerare e di tenere un ritmo alto. Tanti passaggi all'indietro, possesso palla sterile e nessun tiro in porta.

Non è un caso, dunque, che il gol del vantaggio bianconero sia arrivato grazie a un rimpallo in area di rigore sfruttato da Dybala. L'argentino, tra l'altro, non ha nemmeno esultato, ma ha guardato ripetutamente verso la tribuna, come a voler sfidare chi gli chiede che il rinnovo deve guadagnarselo. 

Nonostante un'Udinese passiva e rinunciataria, la Juventus ha giocato un primo tempo dai ritmi troppo cadenzati, con pochi spunti interessanti e un gioco lento e involuto. I bianconeri hanno tirato in porta soltanto in occasione del gol, per il resto si è visto soltanto tanto possesso palla (71,5%) e una stucchevole accademia. 


Nel secondo tempo, l'Udinese è scesa in campo con ben altro piglio, mentre la Juventus non ha cambiato il suo atteggiamento svogliato e quasi annoiato. Giocate sicure ed elementari, poco coraggio nell'uno contro uno e attaccanti serviti con il contagocce.

Gli unici strappi sono arrivati da Bernardeschi e Dybala, al momento i soli calciatori che sembrano avere i mezzi tecnici per rendere il gioco della squadra più piacevole e meno prevedibile. 

Il raddoppio della Juventus, a dieci minuti dalla fine, è arrivato quasi d'inerzia, complice anche l'ingresso di De Sciglio, molto più preciso e propositivo di Pellegrini. 

Nel complesso, la partita è stata noiosa, con un tasso di spettacolarità minimo. Tuttavia, era talmente importante stasera portarsi a casa i tre punti che si possono chiudere tutti e due gli occhi.

Si è vista una Juventus a immagine e somiglianza del suo allenatore, solida ed equilibrata, ma spuntata in avanti e poco incline al bel gioco. Ottima per chi è convinto che vincere sia l'unica cosa che conta. 



PAGELLE:

Szczesny 6: Corre pochissimi rischi e gode di una serata di (quasi) riposo, tirando fuori una bella parata a pochi minuti dalla fine.

Cuadrado 6: Gioca col freno a mano tirato, affonda pochissime volte, fermandosi quasi sempre sulla linea del centrocampo, forse perché impegnato a fare il vice Bonucci nell'impostazione da dietro.

Rugani 5.5: Non deve fare molto, ma in quei pochi casi in cui viene chiamato in causa, mostra troppa ansia e insicurezza.

De Ligt 6.5: In difesa è lui che comanda e dalle sue parti è dura passare, anche perché gioca spesso alto e in anticipo sugli attaccanti dell'Udinese. 

Pellegrini 5: Rientrava da un infortunio e ha mostrato di essere ancora indietro con la forma atletica. Qualche svarione e alcune giocate discutibili. Dal 56' De Sciglio 6.5: Altra marcia rispetto a Pellegrini, dimostra subito di essere in fiducia. 

Arthur 5.5: Era un po' che chiedeva di partire titolare, ma non ha sfruttato l'occasione, troppi passaggi elementati e ritmi sempre bassi e si fa ammonire ingenuamente. Dal 46' Locatelli 6: Subentra per dare un po' più di velocità alla manovra, ma stavolta si limita al compitino. 

McKennie 7: Per tutta la partita è stato il più pericoloso della Juventus, grazie ai suoi inserimenti sempre più frequenti e letali. Alla fine, riesce a buttarla dentro, dimostrando, ancora una volta, la sua generosità e il suo irrinunciabile dinamismo. 

Bentancur 6: Nel primo tempo ha dato segnali di vita, recuperando un buon numero di palloni e guidando qualche ripartenza. Nel secondo si è seduto a fumarsi una sigaretta. Dall'81' Rabiot SV

Kulusevski 5: Anche lui, come Arthur, non coglie la palla al balzo e gioca una partita timida e insicura, senza riuscire mai ad accendersi. Dal 46' Bernardeschi 6.5: Mette in campo la sua brillantezza e la sua voglia di diverirsi.

Dybala 6: Segna il gol del vantaggio, sfidando con lo sguardo la tribuna, ma poi non incide più di tanto, soprattutto nel secondo tempo quando, ogni tanto, lo si vede vagare per il campo. 

Kean 5: Altra partita non sufficiente per l'attaccante, sia per i suoi limiti, soprattutto tecnici, sia per l'incapacità dei compagni di metterlo davanti alla porta. Dal 63' Morata 5.5: Rispetto a come era entrato a Roma, compie un passo indietro, tornando a essere troppo frenetico e poco preciso. 

Allegri 5: Manda in campo l'ennesima formazione anomala e torna sui suoi passi già alla fine del primo tempo. Con una confusione del genere, è dura per i giocatori capirci qualcosa. 


venerdì 14 gennaio 2022

CONFERENZA STAMPA JUVENTUS-UDINESE, ALLEGRI: «I GIOCATORI IN SCADENZA DI CONTRATTO NON SONO UN PROBLEMA»

 
Alla vigilia della ripresa del Campionato e dell'impegno casalingo contro l'Udinese, Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa in cui ha presentato la partita e ha parlato a 360° del momento che sta vivendo la Juventus. 

Domani sarà un match speciale per il mister che festeggerà le 300 panchine con la Juventus, un traguardo che spera di poter bagnare con una vittoria e tre punti fondamentali per continuare la ricorsa al quarto posto.

Sulle difficoltà della partita, Allegri non ha dubbi: «Domani affrontiamo una squadra fisica, che si difende molto bene. Sarà una gara diversa rispetto a quelle contro Roma e Inter. Serviranno pazienza e lucidità».


Riguardo la formazione che scenderà in campo, rimangono dei nodi da sciogliere, ma l'allenatore bianconero continua nel suo turn-over: «Per la gara di domani contro l’Udinese sicuramente ci saranno dei cambi perché abbiamo giocato tante partite. Ho diversi giocatori a disposizione. Danilo non è ancora al meglio e Bonucci ha avuto un piccolo risentimento muscolare».

Sulla difesa, invece, Allegri dà qualche indicazione in più: «Contro l’Udinese giocheranno come difensori centrali de Ligt e Rugani. Chiellini ha giocato una grande partita mercoledì sera, ma ha bisogno di riposare».

Inoltre, il mister aggiunge che «Pellegrini sta bene e contro l’Udinese potrebbe giocare dall’inizio, ma valuteremo nel corso della giornata di domani. Tornerà in porta Szczesny, valuterò, invece, chi schierare tra Bernardeschi e Kulusevski perché entrambi hanno giocato una buona partita contro l’Inter».

Dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, la Juventus è chiamata a un pronto riscatto e Allegri tiene a confermare che «stiamo lavorando bene, con il massimo impegno. Dobbiamo rimanere sereni, ma assolutamente focalizzati sui nostri obiettivi stagionali».


A chi gli chiede dell'ennesima prova in colore di Rabiot contro l'Inter in Supercoppa, il mister lo difende: «Rabiot è stato tanto criticato dopo la partita contro l’Inter. Per me ha giocato una buona gara, di grande sacrificio, per le richieste che gli erano state fatte».

Invece, sulla telenovela del rinnovo di Paulo Dybala, Allegri precisa che «le valutazioni contrattuali spettano alla società. Per quanto riguarda il valore tecnico di Dybala, posso dire che è un giocatore molto importante per noi. Mi aspetto una sua crescita nelle prossime partite. Paulo è un grande giocatore».

Infine, aggiunge che «i giocatori in scadenza di contratto non sono un problema. Queste sono situazioni sempre più frequenti nel mondo del calcio moderno. I calciatori sono professionisti e in quanto tali devono sempre dare il massimo».




JUVENTUS-UDINESE, ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 

Dopo la cocente sconfitta in Supercoppa Italiana arrivata sul filo di lana e a causa di un clamoroso errore di Alex Sandro, la Juventus si rituffa in Campionato, sempre alla rincorsa del quarto posto.

La 22ma giornata di Serie A prevede lo scontro con l'Udinese di Cioffi, ancora alla ricerca di un'identità precisa e di punti salvezza.

Allegri spera di portare a casa altri tre punti dopo quelli arrivati, in rimonta, all'Olimpico contro la Roma e punta sul rientro dei giocatori squalificati contro l'Inter, in primis de Ligt e Cuadrado.


In porta, dopo il forzato turno di riposo in Supercoppa, dovrebbe tornare Szczesny, mentre in difesa è ballottaggio tra Rugani e Bonucci, al fianco dell'olandese. Sulle fasce, dovrebbero agire Cuadrado e uno tra Alex Sandro e Pellegrini

Per quanto riguarda il centrocampo, Locatelli dovrebbe far coppia con Bentancur, con Bernardeschi e McKennie dirottati sulle fasce.

In avanti, Dybala dovrebbe ritrovare il posto da titolare, al fianco di Morata. Dopo la panchina contro l'Inter, la scialba prova una volta entrato in campo e il mistero del rinnovo, per l'argentino potrebbe essere una chance importante per dare un segnale a se stesso e ai tifosi.


In attesa della conferenza stampa di Allegri, in programma oggi pomeriggio, di seguito i probabili schieramenti delle due squadre:

JUVENTUS: Szczesny, Cuadrado, Bonucci; De Ligt, Pellegrini, Locatelli; McKennie, Bentancur, Bernardeschi; Dybala, Morata - All. Allegri

UDINESE: Silvestri, Perez, Nuytinck; Zeefelaar, Molina, Wallace; Makengo, Udogie, Pussetto; Deulofeu, Beto - All. Cioffi

La partita sarà arbitrata da Antonio Giua, coaudiuvato da Raspollini e Di Gioia, mentre al Var ci sarà Chiffi.

Il match si giocherà sabato 15 gennaio alle ore 20.45 e sarà la sfida numero 104 tra le due squadre. I precedenti parlano di 68 vittorie per i bianconeri di Torino, 22 pareggi e 13 vittorie per i friulani.


mercoledì 12 gennaio 2022

INTER-JUVENTUS 2-1: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo tanta attesa si è finalmente assegnato il primo trofeo della stagione 2021-22, la Supercoppa Italiana. Le due grandi rivali Inter e Juventus hanno disputato una partita combattuta e dall'alto tasso agonistico e ad avere la meglio sono stati inerazzurri sul filo di lana, grazie a un gol al termine del tempi supplementari

Per l'occasione, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri si è affidato ai suoi fedelissimi, rispolverando Alex Sandro e Rabiot e confermando il suo pupillo De Sciglio, dopo il gol vittoria all'Olimpico contro la Roma.

A sorpresa, Paulo Dybala è partito dalla panchina, a detta di Allegri perché aveva giocato più del previsto con i giallorossi e il mister si è affidato a un falso 4-3-3 con Kulusevski e Bernardeschi a sostenere l'unica punta Morata.

Nel primo tempo è partita meglio l'Inter, più decisa e cattiva su ogni pallone, mentre la Juventus è sembrata spezzata in due, tra un atteggiamento attendista e qualche iniziativa personale di pressing alto. 

Già dopo nemmeno dieci minuti, i nerazzurri contavano due occasioni da gol, anche grazie a un centrocampo bianconero troppo timido e una difesa spesso in ansia e frenetica. 

Nonostante il dominio territoriale dell'Inter, è stata la Juventus a trovare la zampata del vantaggio, grazie a un colpo di testa di McKennie su cross di Morata, ancora una volta uomo assist come già successo a Roma.

Dopo alcuni minuti di confusione, i nerazzurri hanno ripreso il controllo della partita e hanno trovato il pareggio con un calcio di rigore provocato da De Sciglio e realizzato da Lautaro Martinez

Primo tempo nettamente dominato dall'Inter che, a tratti, ha schiacciato la Juventus, ancora una volta apparsa troppo passiva e rinunciataria. A tratti, i bianconeri sono sembrati una provinciale degli anni '60, con il pullman davanti alla porta. 


Nel secondo tempo, i bianconeri sono parsi più propositivi, tanto da andare due volte vicini al gol con Bernardeschi, ancora una volta l'unico in grado di superare l'uomo e creare superiorità numerica. 

Tuttavia, è bastato poco all'Inter per riprendere il controllo della partita e rimettere la Juventus alle corde. I bianconeri hanno trovato incredibili difficoltà a costruire il gioco e a ribattere alle folate degli avversari.

Rispetto alla prima frazione di gioco, i ritmi sono stati leggermente più bassi, complice anche la stanchezza dei giocatori in campo e nessuna delle due squadre è parsa capace della zampata decisiva.

Inevitabile, dunque, il ricorso ai tempi supplementari, durante i quali le due squadre hanno pensato soprattutto a non rischiare. Soltanto un episodio poteva cambiare gli equilibri e a tempo quasi scaduto è arrivato, beffardo, l'errore di Alex Sandro, simbolo della stagione finora fallimentare del brasiliano. 

Per l'ennesima volta, la Juventus è stata tradita da se stessa e dal non gioco voluto da Allegri. L'allenatore bianconero ha gestito malissimo perfino i cambi, tenendo in campo per 120' due ormai ex calciatori come Alex Sandro e Rabiot.

Ormai ogni riflessione sembra superflua, questa Juventus ha deciso non solo di non vincere più, ma di farlo nel modo peggiore, ovvero rinunciando a giocare a calcio.  




PAGELLE:

Perin 6: Se la sbriga bene nelle occasioni in cui viene chiamato in ballo, ma nulla può sul gol vittoria dell'Inter.

De Sciglio 5.5: Compie un passo indietro rispetto alla partita contro la Roma. Sbaglia tanto, causa il calcio di rigore del pareggio interista, non spinge praticamente mai.

Chiellini 6.5: In difesa è lui che tiene in piedi la baracca, ma viene tradito a tempo ormai scaduto dall'incredibile ingenuità di Alex Sandro a cui nemmeno lui può porre rimedio.

Rugani 5.5: Non gioca tranquillo, si vede in diversi frangenti e negli equivoci con Perin, a cui toglie la palla un paio di volte.

Alex Sandro 4:
Commette un errore imperdonabile, sintomo di un giocatore ormai mentalmente lontano da Torino e dai campi da gioco. 

Locatelli 6: Visto il baricentro molto basso della squadra e l'atteggiamento rinunciatario, non può orchestrare la manovra, ma deve impegnarsi in copertura e costanti ripiegamenti. Dal 90' Bentancur 5.5: Non incide.

McKennie 6.5: Si danna l'anima e segna anche il gol del vantaggio, ma a centrocampo non viene supportato dai compagni troppo occupati a difendere.

Rabiot 4: Solita partita impalpabile, eppure rimane in campo 120'. Incomprensibile.

Bernardeschi 6.5: Fino all'ingresso di Dybala, è stato l'unico in grado di saltare l'uomo e creare la superiorità numerica per portare qualche pericolo alla porta interista. Ci mette la solita generosità, ma sotto porta è ancora troppo impreciso. Dal 78' Arthur 6: Prova a dare ordine, ma anche lui predica nel deserto.

Kulusevski 6: Allegri lo mette a uomo su Brozovic, per cui non può fare molto in avanti. Si accende a intermittenza, ma è frenato dai compiti di copertura. Dal 73' Dybala 5: Entra male in partita e latita fino alla fine della partita. 

Morata 6: Gioca la solita partita impossibile, isolato e abbandonato in avanti e ci mette grinta e spirito di sacrificio. Per tanti, è lui il capro espiatorio della sterilità bianconera, ma è l'ultimo dei colpevoli. Dall'87' Kean 4.5: Chi l'ha visto?

Allegri 4: Nonostante l'alibi delle assenza, fa di tutto per perdere la partita, tenendo in campo giocatori che dovrebbero stare in tribuna e gestendo malissimo gli ultimi minuti dei supplementari. 


(Marcello Gagliani Caputo)


LA JUVENTUS PERDERÀ DYBALA A FINE STAGIONE?

 

In questi giorni stanno faceno discutere alcune dichiarazioni rilasciate dall'AD della Juventus Maurizio Arrivabene riguardo i contratti in scadenza di alcuni calciatori bianconeri.

Tra di loro, c'è anche Paulo Dybala, il numero 10 della Juventus, il cui rinnovo è diventato un'autentica telenovela e che, fino a oggi, ha regalato diversi colpi di scena.

Secondo quanto detto da Arrivabene, i rinnovi verranno discussi nel mese di febbraio, ma l'AD ha anche sottolineato che questi vanno conquistati e meritati sul campo. In tanti hanno interpretato queste parole proprio come una frecciatina all'argentino e alle sue richieste di aumento dell'ingaggio.

A questo punto, le nubi sul rinnovo di Dybala si addensano e molti tifosi sono preoccupati per un possibile e inaspettato divorzio tra le parti, dopo sette anni di straordinari successi e il rimpianto di una finale di Champions persa. 


Secondo alcuni rumors, la dirigenza bianconera non sarebbe per nulla intenzionata a soddisfare le richieste di Dybala e a raggiungere la cifra di circa 10 milioni all'anno desiderata dal giocatore e dal suo procuratore.

Al contrario, la Juventus potrebbe proporre un ingaggio uguale a quello attuale se non, addirittura, al ribasso, così da diminuire il monte stipendi e proseguire lungo il percorso di risanamento portato avanti proprio da Arrivabene.

Oltre a Dybala, ci sono altri giocatori in scadenza, tra cui Cuadrado, Bernardeschi e Perin. Dato per scontato l'addio a quest'ultimo, rimangono in bilico gli altri due. Tra l'altro, sia il colombiano che l'ex viola stanno facendo molto bene, per cui un mancato rinnovo potrebbe essere un autogol.


In attesa di giocarsi la Supercoppa Italiana contro l'Inter, la sensazione è che all'interno della dirigenza juventina ci sia una preoccupante confusione e una scarsa capacità di programmazione per l'immediato futuro. 

Ad aggiungere ansia e preoccupazione, il silenzio di Andrea Agnelli che, quando rilascia qualche dichiarazione, parla soltanto di Superlega e della volontà di mantenere la Juventus su un livello competitivo alto.

Ma cosa sta facendo per mantenere questa promessa?


(Marcello Gagliani Caputo)


martedì 11 gennaio 2022

INTER-JUVENTUS, LA CONFERENZA STAMPA DI ALLEGRI E CHIELLINI: "DA VALUTARE LE CONDIZIONI DI DYBALA"

 

Alla vigilia della finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Juventus, l'allenatore bianconero Massimiliano Allegri e il capitano Giorgio Chiellini hanno tenuto la consueta conferenza stampa.

Il primo a parlare è stato Chiellini che si è subito soffermato sull'incredibile vittoria in rimonta contro la Roma, all'Olimpico:  «Una vittoria come quella di domenica ti dà una bella botta di adrenalina, ma dobbiamo avere equilibrio. Sappiamo che dobbiamo crescere e dare continuità, ma le finali sono partite a sé».

Sulla partita di domani, il capitano ha confermato che «ci giocheremo il titolo in un grande stadio contro una squadra importante che sta davvero bene. Stiamo bene, siamo quasi tutti a disposizione».


Sui tanti assenti in casa Juventus, invece, ha detto che «dispiace per Chiesa, speriamo di potergli dedicare la vittoria domani, è un peccato giocare senza Cuadrado e de Ligt, però devo dire che, a prescindere dai giocatori coinvolti, non sia bello saltare una finale per un giallo in campionato. Spero questa regola cambi in futuro».

Chiellini dice la sua anche su ciò che la sua squadra deve migliorare: «Dobbiamo essere più bravi a non uscire mai dalle partite. Il primo tempo con la Roma era stato equilibrato, quanto accaduto a inizio secondo tempo non deve più capitare. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada con costanza ed equilibrio. Le iniezioni di fiducia sono importanti, ma non devi volare in alto dopo due vittorie e non devi abbatterti se le cose non vanno come vorresti».

Infine, un pensiero su se stesso e sulle sue condizioni fisiche: «Io sto bene, ho avuto modo di allenarmi negli ultimi giorni dopo feste travagliate, come lo sono state per tanti italiani. Domani non partiamo favoriti, ma sappiamo che nelle finali i pronostici valgono fino a un certo punto».

Le prime indicazioni di Allegri sono sulla formazione che scenderà domani in campo: «Domani Bonucci sarà a disposizione, Danilo forse lo avremo la prossima settimana. In porta gioca Perin, perché Szczesny si è vaccinato e dovrà arrivare allo stadio all'ultimo. Contro la Roma Rugani è stato tra i migliori e a livello difensivo è tra i più bravi. Per domani devo valutare le condizioni di Dybala, perché non era in programma giocasse tanto a Roma».

Sulla difficoltà del match contro l'Inter, l'allenatore bianconero non ha dubbi: «Domani sarà una partita a sé, da giocare in uno stadio meraviglioso contro la squadra più forte del campionato che sta facendo benissimo ed è in fiducia. Qualunque cosa succeda domani, però, non deve intaccare il nostro cammino».


Non poteva, naturalmente, mancara una risposta sul mercato, soprattutto dopo l'infortunio di Chiesa: «Ho parlato con Federico, dispiace tantissimo, ma è giovane e ha tempo di riprendersi e fare una grande carriera. Per sopperire a questa mancanza dovremo fare tutti qualcosa in più. Mercato? Non ne parlo, ma la rosa è questa e restiamo così».

Quasi come un mantra, Allegri torna a parlare degli aspetti da migliorare: «Dobbiamo migliorare la qualità dei passaggi e avere più serenità nel giocare. A volte abbiamo troppa fretta e su questo dobbiamo crescere. Loro sono anche una squadra fisica, dovremo giocare bene e difendere bene. Dobbiamo avere sempre equilibrio e analizzare le cose che vanno bene e quelle da migliorare. Abbiamo ragazzi giovani e certe situazioni si leggono solo con l'esperienza, che si acquisisce giocando». 

Infine, una riflessione sul futuro della Juventus: «Noi dobbiamo pensare partita dopo partita per raggiungere quelle che ci sono davanti e l'anno prossimo vedremo se saremo stati bravi ad accorciare i tempi per tornare a lottare per lo scudetto».


VIGILIA DI SUPERCOPPA ITALIANA: ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 
Dopo la straordinaria rimonta in Campionato contro la Roma, per la Juventus è arrivato il momento di giocarsi il primo trofeo della stagione. 

Domani sera, infatti, i bianconeri incontreranno l'eterna rivale Inter nella finale di Supercoppa Italiana, un trofeo che è già stato vinto dalla Juventus per ben nove volte, l'ultima delle quali proprio la scorsa stagione.

Nonostante il buon momento, la squadra di Massimiliano Allegri arriva all'appuntamento penalizzata da diverse assenze. Oltre, infatti, agli infortunati Chiesa, Danilo e Bonucci, mancheranno anche Cuadrado e de Ligt squalificati e Ramsey positivo al Covid.


L'allenatore bianconero dovrà fare, dunque, di necessità virtù e trovare il modo di schierare la formazione migliore a disposizione. In porta, verrà confermato Szczesny, in un gran momento di forma, mentre in difesa Daniele Rugani giocherà la sua terza partita consecutiva, stavolta al fianco di Giorgio Chiellini. A destra confermatissimo De Sciglio, dopo il gol vittoria dell'Olimpico, mentre a sinistra dovrebbe fare il suo ritorno Pellegrini.

A centrocampo, Allegri potrebbe decidere di tornare al trio Locatelli-McKennie-Rabiot, ma vista la buona prova di Arthur contro la Roma, il brasiliano potrebbe avere qualche chance di partire titolare. Sulle fasce, tornerà Bernardeschi, mentre Kulusevski dovrebbe prendere il posto di Chiesa.

In avanti, infine, dovremmo rivedere la coppia Morata-Dybala, soprattutto per quanto i due sono stati decisivi nel match vinto con la Roma di Mourinho. L'argentino, infatti, ha segnato uno splendido gol, mentre lo spagnolo è stato uno dei protagonisti della straordinaria rimonta.


Di seguito i probabili schieramenti delle due squadre:

INTER: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic, L. Martinez, Dzeko - All. S. Inzaghi

JUVENTUS: Szczesny, De Sciglio, Rugani, Chiellini, L. Pellegrini; Kulusevski, Locatelli, Arthur, McKennie; Dybala, Morata - All. Allegri

Ad arbitrare la partita ci sarà Daniele Doveri, coadiuvato dagli assistenti Bindoni e Imperiale, mentre al VAR ci sarà Mazzoleni

Il match verrà trasmesso domani 12 gennaio alle ore 21.00, in esclusiva, su Canale5 e Mediaset Infinity

L'unico precedente tra Inter e Juventus in Supercoppa Italiana risale al 20 agosto del 2005, quando i nerazzurri vinsero a Torino per 1-0 grazie a un gol di Veron al 96'.



lunedì 10 gennaio 2022

COME CAMBIA (SE CAMBIA) IL MERCATO DELLA JUVENTUS DOPO L'INFORTUNIO DI CHIESA

 
La notizia del grave infortunio di Federico Chiesa, per il quale la stagione si chiude così, ha riacceso i riflettori sul mercato della Juventus.

Fino a oggi, i dirigenti hanno fatto chiaramente capire che verranno prese in considerazione soltanto occasioni particolarmente vantaggiose, ma ora, senza più il numero 22, qualcosa potrebbe cambiare.

Innanzitutto, Kulusevski che, fino a qualche settimana fa, era uno dei possibili partenti, verrà, con tutta probabilità, tolto dal mercato proprio per ovviare all'assenza di Chiesa. È lui, infatti, il sostituto più naturale dell'ex viola e già quanto visto ieri a Roma potrebbe aiutarlo a riconquistare fiducia.


Tuttavia, è impossibile non tornare sull'argomento attaccanti. Anche nel match dell'Olimpico, Chiesa, insieme a Dybala, sono stati gli unici due calciatori in grado di portare dei pericoli alla porta avversaria e la carta Kean al posto di Morata è stato un fallimento.

A questo punto bisogna capire se la dirigenza e l'allenatore della Juventus si accontenteranno di promuovere Kulusevski titolare e accorciare, ancora di più, la rosa della squadra, oppure vorranno apportare qualche correttivo in corsa.

Dato per scontato che centrocampo e attacco avrebbero bisogno di un minimo restyling, resta da capire quali siano le prospettive della dirigenza. Una Juve senza Chiesa sarà sempre una squadra menomata e considerando le condizioni di Dybala, spesso alle prese con qualche acciacco, non prendere nessuno potrebbe essere un pericoloso boomerang.

Bisogna considerare, infatti, che in questo momento la Juventus è in corsa su tre fronti, ovvero Campionato, Champions League e Coppa Italia. Possibile che si voglia affrontare tutti questi impegni con una rosa risicata e priva di una delle sue punte di diamante?


D'altronde, non bisogna neppure cadere nel tranello di "comprare per comprare", come avvenuto anni fa con gli acquisti invernali di Candreva o Anelka, ma ragionare se ci sia, davvero, qualche giocatore in grado di dare un valore aggiunto alla squadra. 

L'unica cosa certa è che l'assenza di Chiesa penalizzerà un attacco che già spara a salve e tutto non può essere messo sulle spalle di Dybala. A meno di improvvisi exploit di Morata o di Kean (per non considerare Kaio Jorge), i mesi che ci aspettano non saranno facili né, tanto bene, prevedibili

Ci sono ancora una ventina di giorni disponibili per piazzare qualche colpo di mercato e sono certo che sia Allegri che la dirigenza stiano, fin da oggi, studiando un piano per non far sentire la mancanza di Chiesa.

La domanda, piuttosto, è un'altra: saranno ancora convinti che la rosa attuale dei bianconeri sia all'altezza degli appuntamenti che ci aspettano?


(Marcello Gagliani Caputo)


STAGIONE FINITA PER FEDERICO CHIESA: LESIONE AL CROCIATO ANTERIORE DEL GINOCCHIO SINISTRO

 
Dopo l'uscita dal campo in lacrime di ieri sera, stamattina Federico Chiesa si è sottoposto agli esami presso il J Medical per conoscere l'entità dell'infortunio al ginocchio subito contro la Roma.

Le immagini di ieri sera non erano state molto incoraggianti, tanto che subito, da più parti, si è parlato dell'interessanto del crociato del ginocchio sinistro. Stamattina, purtroppo, le peggiori previsioni sono state confermate e l'esito degli esami ha rilevato la lesione al crociato anteriore sinistro, per cui il giocatore dovrà sottoporsi a intervento chirurgico. 

Chiesa era appena rientrato dopo l'infortunio muscolare di dicembre e che lo aveva tenuto fuori circa un mese, per cui questa nuova tegola non ci voleva proprio, sia per lui sia per la Juventus.


I bianconeri, infatti, stanno attraversando un momento delicato e decisivo della stagione. Dopo il pareggio contro il Napoli e la vittoria in rimonta contro la Roma, tra qualche giorno saranno impegnati nella finale di Supercoppa Italiana e a febbraio riprenderà la Champions League, con gli ottavi di finale. 

A questo punto, con Chiesa ormai fuori gioco fino al termine della stagione, la Juventus dovrà, gioco forza, intervenire sul mercato per rinforzare la squadra. I nomi caldi rimangono sempre gli stessi, ma ora la dirigenza dovrà stringere i tempi.

La notizia, tra l'altro, è una brutta botta anche in chiave Nazionale, visto che l'Italia si giocherà l'accesso ai Mondiali in Qatar nel prossimo marzo. Mancini dovrà fare a meno di Chiesa, uno dei calciatori più decisivi fino a oggi con la maglia azzurra. 


domenica 9 gennaio 2022

ROMA-JUVENTUS 3-4: COMMENTO E PAGELLE

 

Dopo il brutto pareggio contro il Napoli, la Juventus ha affrontato la difficile trasferta di Roma contro i giallorossi di Mourinho. Una partita decisiva per la rincorsa al quarto posto. 

Con Allegri squalificato, la panchina bianconera è stata gestita dal vice Landucci e la squadra è scesa in campo con un ennesimo undici inedito. Tra infortunati e giocatori fuori forma, le scelte sono state quasi obbligate.

Contro una Roma molto aggressiva, la Juventus è parsa timorosa, tanto da subire il gol dopo appena dieci minuti, su un'ennesima distrazione difensiva, stavolta su calcio piazzato. 

Nel primo quarto d'ora, la Roma ha fatto ciò che ha voluto e si è vista una Juventus senza personalità, aggrappata al talento di giocatori come Chiesa e Dybala, ma sempre priva di idee e di un'organizzazione di gioco. 

Poi, d'improvviso, è arrivato lo splendido colpo di biliardo dell'argentino che ha dimostrato, ancora una volta, di essere imprescindibile per dare un'identità e una dimensione alla squadra. 

Il pareggio ha colpito la Roma che è stata costretta ad abbassare il ritmo e ha permesso alla Juventus di cambiare l'inerzia della partita. I bianconeri sono riusciti a controllare meglio la palla e hanno cominciato a giocare con più tranquillità.

Nel complesso, è stato un primo tempo molto equilibrato, con i giallorossi padroni del campo fino al gol del vantaggio e la Juventus che, dopo aver pareggiato, si è rimessa in carreggiata e ha giocato con più sicurezza


Il secondo tempo è cominciato sulla falsa riga del primo, con la Roma aggressiva e la Juve a difendersi bassa. La logica conseguenza, è stata il gol del vantaggio dei giallorossi dopo appena due minuti con un tiro deviato di Mkhitaryan

Il terzo gol (splendida punizione di Pellegrini) è sembrato la pietra tombale su una Juve imbarazzante, la peggiore dai tempi di Del Neri. Eppure, proprio nel momento critico, i bianconeri si sono ricordati di avere un orgoglio e di portare una maglia pesante sulle spalle. 

Complice una Roma che sul 3-1 è uscita dal campo, la Juventus è riuscita nell'impossibile rimonta, si è portata sul 3-4 in meno di dieci minuti e ha fatto la voce grossa grazie al rigore parato da Szczesny.

Gli ingressi di Morata e Arthur hanno cambiato volto alla partita, dando quella freschezza, quella precisione e quella voglia che era mancata fino ad allora a chi era in campo. 

Una partita incredibile e pericolosa per i fragili di cuore, una di quelle che passeranno agli annali. Il secondo tempo è stato calcio di altri tempi, con le due squadre che se le sono date come pugili suonati sul ring. 

La Juventus porta a casa tre punti d'oro, arrivati nella maniera meno prevedibile, ma che hanno evidenziato la folle stagione dei bianconeri, nel bene e nel male. 


PAGELLE:

Szczesny 7: I palloni gli arrivano da ogni dove, prende e respinge quelli che può e, alla fine, diventa l'eroe della partita, parando il rigore a Pellegrini. 

Cuadrado 4.5: Non è in serata, si vede subito. Un po' perché costretto a rimanere basso e un po' perché non ha la solita verve. 

Rugani 4.5: Gioca con la paura addosso e quasi sempre si fa anticipare o arriva in ritardo sugli avversari. Sulle palle inattive, non sa nemmeno dove guardare.

De Ligt 4.5: Naufraga con tutta la nave e non solo non riesce a mettere le pezze sugli errori dei compagni, ma ne compie tanti anche lui. 

De Sciglio 7: A differenza di tanti compagni, lui ci mette voglia e rabbia e, alla fine, viene premiato con il bel gol del 4-3.

Locatelli 6.5: Con il fantasma Bentancur accanto, non riesce a reggere da solo il centrocampo ed è costretto a correre a vuoto troppo spesso. Con l'ingresso di Arthur, riesce a giocare più libero e con maggiore precisione, tanto da segnare il gol del 3-2. 

McKennie 6: Anche lui prova a metterci un po' di aggressività, ma ogni tanto gioca troppo da solo e a testa bassa.  

Bentancur 4: Partita impalpabile. Ormai non dovrebbe fare più notizia, si tratta a tutti gli effetti di un ex giocatore, ma ogni volta è sempre più sconcertante. Dal 63' Arthur 6.5: Dà quell'ordine e quella concretezza che mancava al centrocampo della Juve e non è un caso che con lui, la squadra ha giocato meglio e più sicura. 

Chiesa 6: Fin quando è in campo, dimostra di essere, insieme a Dybala, l'unico capace di portare pericoli alla porta della Roma. Esce per infortunio, speriamo non si tratti di nulla di grave. Dal 30' Kulusevski 6: Anche lui c'è e non c'è, vaga per il campo, ma quando c'è da mettere dentro la palla del 3-3, si trova nel posto giusto al momento giusto. 

Dybala 6.5: Segna lo splendido gol del pareggio e tiene la luce accesa, sempre l'ultimo ad arrendersi. Chi lo mette ancora in discussione è perché vuole male alla Juve. Dall'81' Chiellini 6: Entra e si spacca subito la testa in uno scontro aereo con Pellegrini. Il solito guerriero.

Kean 4: Tocca pochissimi palloni e molti non riesce nemmeno a controllarli. Irriconoscibile rispetto al campioncino ammirato al tempo del suo debutto con la Juventus. Dal 63' Morata 7: Insieme ad Arthur, cambia la partita. Mette in campo tutta la rabbia accumulata nelle ultime settimane e mette lo zampino su tutti e tre i gol della rimonta. 

Allegri 6: Non sapremo mai se i cambi li abbia decisi lui dalla tribuna, quindi è una sufficienza con il beneficio del dubbio, anche perché la formazione iniziale è stata, per l'ennesima volta, scriteriata. 


ROMA-JUVENTUS, ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 

Dopo le indicazioni date ieri in conferenza stampa, la Juventus scenderà in campo all'Olimpico contro la Roma con una formazione molto diversa da quella vista con il Napoli.

Le scelte di Allegri, infatti, saranno, ancora una volta, all'insegna del turn-over. In porta, è confermato Szczesny, mentre in difesa fa il suo ingresso De Sciglio a sinistra al posto di Alex Sandro. Al centro confermati de Ligt e Rugani, mentre a destra opererà Cuadrado

A centrocampo il solo confermato sarà Locatelli, al cui fianco giocherà Bentancur. Sulle fasce spazio a Chiesa e McKennie, con Rabiot e Bernardeschi in panchina. Infine, in attacco Morata dovrebbe lasciare spazio a Kean, il quale sarà coadiuvato da Dybala.


Dopo il brutto pareggio contro il Napoli, la Juventus non può permettersi altri passi falsi. Non fare risultato nemmeno oggi significherebbe dare l'addio al quarto posto, a meno che le altre squadre non facciano di tutto per rimettere in gioco i bianconeri.

Questi i probabili schieramenti delle due squadre:

ROMA: Rui Patricio, Kumbulla, Smalling; Ibanez, Maitland-Niles, Pellegrini; Cristante, Veretout, Vina; Mkhitaryan, Abraham - All. Mourinho

JUVENTUS: Szczesny, Cuadrado, Rugani; De Ligt, De Sciglio, Locatelli; Bentancur, McKennie, Chiesa; Dybala, Kean - All. Allegri


La partita d'andata, giocata il 17 ottobre 2021, è terminata 1-0 per la Juventus, mentre l'ultima vittoria della Roma risale al 1° agosto del 2020, in occasione dell'1-3 a favore dei giallorossi.

Il match di oggi tra Roma e Juventus sarà il numero 176, nelle precenti partite si contano 41 vittorie per i giallorossi, 84 per i bianconeri e 50 pareggi.

A dirigere l'incontro ci sarà Davide Massa, coadiuvato da Carbone e Peretti, mentre al Var ci sarà Giua. La partita verrà trasmessa, in esclusiva, su DAZN e prenderà il via alle ore 18.30.