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JUVENTUS-INTER 2-4: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo essersi sfidate in Supercoppa Italiana, Juventus e Inter si sono ritrovate nella finale di Coppa Italia, allo stadio Olimpico di Roma.

Fin dal fischio d'inizio i ritmi sono stati alti, con l'Inter migliore nell'atteggiamento aggressivo e deciso e una Juventus troppo timorosa, tanto da essere andata sotto dopo appena sette minuti.

Lo svantaggio ha dato una scossa ai bianconeri che, seppur lentamente, hanno alzato il baricentro e sono andati vicini al pareggio in tre occasioni, con Dybala e Vlahovic.

Il primo tempo è stato abbastanza divertente, con le due squadre che si sono battute a viso aperto e in cui è stata la cattiveria dei singoli ad aver fatto la differenza a favore dei nerazzurri. 

I giocatori di Inzaghi, infatti, sono stati più decisi nei contrasti, più aggressivi in ogni parte del campo, al contrario degli undici di Allegri che, invece, hanno peccato in vigoria fisica.

Male Cuadrado e Alex Sandro, bene Chiellini, Bernardeschi e Rabiot, mentre Dybala e Vlahovic si sono visti a intermittenza, anche a causa del solito atteggiamento passivo della squadra e dei compiti di copertura dell'argentino, a uomo su Brozovic. 


I ruoli si sono invertiti a inizio secondo tempo, con la Juventus che è entrata in campo molto più decisa e arrabbiata e ha prima trovato il pareggio dopo appena cinque minuti con un tocco di Morata, su tiro di Alex Sandro e poi ha effettuato il sorpasso con Vlahovic dopo una ripartenza spettacolare. 

Una volta in vantaggio, i bianconeri sono tornati ad abbassarsi e Allegri ha, addirittura, inserito Bonucci al posto di Bernardeschi, nel tentativo di ergere il solito muro difensivo. Tuttavia, come già capitato in Campionato, il risultato è stato il 2-2 dell'Inter, sull'ennesimo rigore dubbio della stagione assegnato ai nerazzurri.

Senza più la ferocia dei primi minuti della seconda frazione di gioco, la Juventus si è persa e ha lasciato la partita in mano all'Inter, preoccupandosi soltanto di trascinare il match ai tempi supplementari

Una volta tornata in partita, l'Inter ha ripreso coraggio ed energie e ha ricominciato a pressare e ad aggredire a tutto campo. Dal suo canto, la Juventus si è fatta piccola piccola e non è riuscita a evitare l'inevitabile, ovvero il 3-2 per i nerazzurri, ancora una volta su calcio di rigore, stavolta più netto rispetto al precedente.

Una sconfitta incredibile, figlia soprattutto dei soliti errori di Allegri, pavido e vigliacco nell'affrontare anche una finale importante come quella di stasera. Ancora una volta, nel momento più importante, ha dato un segnale negativo alla squadra, costringendola a chiudersi in difesa, anziché provare il colpo del K.O.

Una stagione fallimentare che si chiude nel modo peggiore, ma forse previsto. Un Campionato mai giocato, una Champions mollata, ancora una volta, agli ottavi di finale, giocatori dispersi e umiliati.

Lo strazio si avvia, per fortuna, alla conclusione, ma il peggio, temo, debba ancora arrivare, perché non c'è più cieco di chi non vuol vedere.



PAGELLE:

Perin 6.5: Ce la mette tutta per tenere a falla la squadra, ma sui rigori non può davvero nulla, calciati in modo imparabile.

Danilo 6: Fin quando non è costretto a uscire per infortunio, gioca la solita partita ordinata e disciplinata, anche se non sempre con la consueta grinta. Dal 41' Morata 6.5: Il suo ingresso cambia la partita, almeno finché Allegri non interviene a gamba tesa scombinando le carte. 

De Ligt 5.5: Rovina una buona partita con il fallo che porta al secondo rigore per l'Inter, davvero ingenuo ed evitabile. 

Chiellini 7: Uno dei migliori in campo, mette anima e corpo in questa sua (ultima?) finale e viene fermato soltanto dai crampi. Dall'83' Arthur 5: Non incide, non fa la differenza, non dà valore al centrocampo.

Alex Sandro 5.5: Assente ingiustificato (come ormai consuetudine) per tutta la partita, tranne nel tiro che porta al gol del pareggio di Morata. Dal 90' Pellegrini 6: Coraggioso e propositivo come sempre, cerca di dare una spinta in più, ma ormai è troppo tardi. 

Bernardeschi 7: Fin dall'inizio si mostra uno dei migliori, riuscendo in diverse giocate e muovendosi bene in campo. Dal 66' Bonucci 5: Entra per respingere l'assalto a Fort Apache, invece sbaglia parecchio ed è coinvolto nel presunto fallo del primo rigore per l'Inter.

Zakaria 6: Corre tanto, ma il suo muro a centrocampo non regge sempre, anche perché si trova spesso in inferiorità rispetto agli avversari. Dal 66' Locatelli 6: Rientra dopo il lungo infortunio e accumula minuti per il futuro. 

Rabiot 7: Ancora una volta, è uno dei migliori, l'unico che ci mette forza e fisicità. 

Cuadrado 5.5: Manca la sua personalità e la sua freschezza, non salta mai l'uomo e non è incisivo in avanti. 

Dybala 6.5: Seppur a intermittenza, questa Juventus non può fare a meno del suo talento e della sua imprevedibilità, penalizzato anche dai compiti di copertura su Brozovic. Dal 99' Kean SV

Vlahovic 6.5: Si batte come un leone, segna, va vicino al gol, ma i palloni, come sempre, gli arrivano col contagocce. 

Allegri 0: È riuscito a rovinare anche questa. Sul 2-1, l'Inter era fuori gioco e la Juventus aveva il controllo del match, ma lui ha voluto passare alla difesa a tre, sperando nel solito fortino, ma il risultato è stato un disastro.  


(Marcello Gagliani Caputo)


JUVENTUS-INTER: ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 
Mancano 48 ore alla finale di Coppa Italia tra Juventus e Inter e la tensione sta salendo gradualmente da ambedue le parti. 

Di fronte ai bianconeri che hanno ormai archiviato il Campionato, conquistando matematicamente il quarto posto, c'è un'Inter ancora in piena lotta scudetto con il Milan.

Questo fattore potrebbe sicuramente pesare sulla prestazione delle due squadre che, dopo la finale di Supercoppa Italiana, si ritrovano a giocarsi un altro trofeo. Per la Juventus sarebbe, appunto, la rivincita, mentre per l'Inter un altro tassello da aggiungere alle ultime due stagioni ricche di vittorie.

Riguardo le formazioni, non dovrebbero esserci grandi sorprese, anche se Allegri dovrebbe recuperare Locatelli, portandolo, con tutta probabilità, in panchina. Sponda nerazzurra, ancora in dubbio Bastoni, ma Inzaghi dovrebbe recuperarlo in tempo, anche solo per la panchina.


Per la squadra di Allegri, in porta ci sarà il titolare di coppa Perin, mentre in difesa rientrerà Danilo a destra e verrà confermato Alex Sandro a sinistra, anche perché è di stamattina la notizia del recupero di Pellegrini. Al centro, sicuramente ci sarà de Ligt e uno tra Bonucci e Chiellini, con quest'ultimo avvantaggiato.

A centrocampo, dovrebbero agire Arthur, Zakaria e Rabiot, mentre in avanti largo a Cuadrado che dovrebbe giocare al posto di Dybala e a supporto di Morata e Vlahovic, quest'ultimo a caccia di un gol che possa esorcizzare il difficile momento.


Di seguito i probabili schieramenti delle due formazioni:

JUVENTUS: Perin, Danilo, De Ligt; Chiellini, Alex Sandro, Zakaria; Arthur, Rabiot, Cuadrado; Vlahovic, Morata - All. Allegri 

INTER: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Dzeko - All. S. Inzaghi

Ad arbitrare la partita ci sarà Paolo Valeri, coadiuvato da Giallatini e Preti, mentre al VAR ci sarà Di Paolo

La finale dell'Olimpico di Roma sarà la terza tra Juventus e Inter e ambedue i precedenti sono a favore dei bianconeri (4-1 nel 1959 e 1-0 nel 1965). Nel complesso, le due squadre si sono incontrate in Coppa Italia per 33 volte e il bilancio parla di 15 vittorie della Juventus, 10 dell'Inter e 8 pareggi. 

Il match si giocherà mercoledì 11 maggio alle ore 21.00 e sarà trasmessa, in esclusiva, su Canale5


GLI APPUNTAMENTI IN BIANCONERO DI MAGGIO

 

Maggio sarà il mese dei verdetti per la Juventus, in corsa per un posto in Champions League e per conquistare l'ennesima Coppa Italia della sua storia.

I bianconeri sono attesi da appuntamenti molto importanti che sanciranno il destino di una stagione molto travagliata, ma che può ancora regalare qualche soddisfazione.

Nonostante i numeri, la Juventus non è ancora matematicamente fuori dalla lotta per lo scudetto, anche se, come detto anche dal Presidente Agnelli, ci vorrebbe un "suicidio" di chi sta davanti e non solo. 

Il primo appuntamento in bianconero di maggio è domenica 1°, con la partita di Campionato contro il Venezia. I lagunari sono in piena lotta per la retrocessione e avranno in panchina il nuovo allenatore Andrea Soncin, mentre la squadra di Allegri deve provare a soffiare il terzo posto a un Napoli in difficoltà.

Venerdì 6 maggio, la Juventus volerà a Genova per incontrare un'altra squadra invischiata nella lotta per non retrocedere, ovvero il Genoa di Alexander Blessin.


L'11 maggio sarà la volta dell'appuntamento più importante, perché i bianconeri sfideranno l'Inter nella finale di Coppa Italia, allo stadio Olimpico di Roma. Dopo aver perso la Supercoppa all'ultimo secondo dei tempi supplementari, la Juventus è a caccia di una rivincita sui nerazzurri.

Cinque giorni più tardi, il 16 maggio, i bianconeri saranno impegnati contro la Lazio per la penultima giornata di Campionato. La partita si disputerà a Torino e sarà fondamentale sia per i sogni europei della squadra di Sarri sia per la conquista definitiva di un posto in Champions per la Juventus. 

Infine, la stagione dei bianconeri si chiuderà a Firenze contro la Fiorentina. Le due squadre si sfideranno il 22 maggio. Per i viola si tratta di una possibile rivincita dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia, per la Juventus potrebbe avere risvolti imprevisti


Di seguito tutti gli appuntamenti in bianconero di maggio:

SERIE A: Juventus-Venezia domenica 1° maggio 2022 ore 12.30 (diretta su DAZN e su SKY)

SERIE A: Genoa-Juventus venerdì 5 maggio 2022 ore 21.00 (diretta su DAZN  SKY)

COPPA ITALIA: Juventus-Inter mercoledì 11 maggio 2022 ore 21.00 (diretta su RAI1)

SERIE A: Juventus-Lazio lunedì 16 maggio 2022 ore 20.45 (diretta su DAZN e su SKY)

SERIE A: Fiorentina-Juventus domenica 22 maggio (orario da stabilire)


JUVENTUS-FIORENTINA 2-0: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo la vittoria dell'Inter nel derby, Juventus e Fiorentina si sono giocate l'accesso alla finale di Coppa Italia in programma il prossimo 11 maggio allo stadio Olimpico di Roma. 

Forti dello 0-1 ottenuto all'andata, i bianconeri di Massimiliano Allegri sono scesi in campo decisi a difendere il vantaggio, ma gli undici di Vincenzo Italiano non si sono tirati di certo indietro e hanno provato a sfruttare l'ottimo momento di forma. 

Per l'occasione, l'allenatore della Juventus ha lasciato in panchina Paulo Dybala, preferendogli Bernardeschi e ha schierato, ancora una volta, Danilo a centrocampo. 

Come prevedibile, i bianconeri hanno lasciato l'iniziativa agli avversari e hanno agito in contropiede, approfittando anche della linea difensiva viola molto alta.

Complice una Fiorentina poco lucida e molto frenetica, la Juventus ha prima avuto un paio di buone occasioni con Vlahovic e poi è andata in vantaggio con un gran gol di Bernardeschi, tra i migliori in campo insieme a Rabiot.

Le due squadre hanno giocato un primo tempo divertente ed equilibrato, con gli undici di Italiano che hanno provato ad aggredire e con i bianconeri prontissimi ad approfittare degli spazi, anche grazie alla capacità di Vlahovic di attaccare gli spazi.



Nel secondo tempo, la Fiorentina ha provato la reazione ed è andata vicina al pareggio dopo pochi minuti, fermata soltanto da una grande parata di Perin. Tuttavia, alla prima occasione, anche la Juventus ha sfiorato il gol, colpendo un palo con Zakaria.

I bianconeri hanno impostato una frazione di gioco di contenimento, a tratti abbassandosi troppo e rischiando più del dovuto, soprattutto in mischie dentro l'area di rigore. 

Per buona parte del secondo tempo, la Juventus ha rinunciato a giocare, schierando due linee davanti la propria area di rigore e respingendo gli attacchi della Fiorentina. Una sorta di fortino che i viola non sono riusciti a espugnare, anche perché poco precisi e creativi nell'ultimo passaggio.

Con l'ingresso di Dybala, la squadra è riuscita ad alzare il baricentro, tanto da andare in gol con Rabiot, poi annullato per fuorigioco. L'argentino ha dato quella spinta e quella fantasia necessari per permettere alla squadra di controllare il match con più tranquillità. 

La Fiorentina, dal canto suo, non è riuscita a impensierire seriamente la difesa juventina, spuntata sia in avanti (prova mediocre di Cabral) sia a centrocampo, qui anche poco coraggiosa

Stasera l'obiettivo era staccare il biglietto per la finale di Roma e la Juventus l'ha fatto a modo suo (o meglio di Allegri), ovvero segnando un gol e rintanandosi in difesa a protezione del vantaggio. 

La metamorfosi tra primo e secondo tempo è stata visibile agli occhi anche dei meno esperti. Tuttavia, il risultato era fin troppo importante per storcere la bocca e la vittoria è stata più che meritata.  


PAGELLE:

Perin 7: Festeggia il rinnovo del contratto con una partita sicura, in cui salva il risultato in almeno due occasioni. 

De Sciglio 5: Insicuro, falloso e più volte pericoloso nella sua area di rigore, viene anche ammonito (e squalificato per la finale). Dal 78' Cuadrado 6.5: Aiuta la squadra a respirare e serve l'assist per il 2-0.  

Bonucci 6: Torna titolare dopo diverso tempo e, in effetti, si mostra un po' arrugginito. Commette diversi falli e non sempre è preciso nelle chiusure e nelle impostazioni. 

De Ligt 6.5: Difende bene dagli attacchi viola e annulla chiunque gli passi a tiro. Ogni tanto si spinge in avanti, soprattutto quando vede la squadra abbassarsi troppo. 

Alex Sandro 6: Partita totalmente difensiva, supera raramente la metà campo, impegnato a mantenere la posizione e a schierarsi da terzo centrale diverse volte. 

Danilo 6.5: Per lui, Allegri ha rispolverato il ruolo del libero davanti alla difesa e il brasiliano se la cava con ordine e precisione. A tempo scaduto si toglie lo sfizio di segnare il gol del 2-0.

Rabiot 7: Gioca un primo tempo super, recuperando tanti palloni e proponendosi in avanti. Va anche in gol, ma un fuorigioco di pochi centimetri gli nega la gioia meritata. 

Zakaria 6.5: Nel primo tempo tiene alta la diga di centrocampo, nel secondo si prende qualche licenza, affondando e colpendo anche un palo. 

Bernardeschi 7: Primo tempo di alto livello, con tante giocate importanti e un gol prezioso quanto bello. Nel secondo soffre l'atteggiamento passivo della squadra e cala fisicamente. Dall'81' Chiellini 6: Entra e fa il suo, ovvero difendere con grinta. 

Morata 5: Gioca una partita sottotono e commette tanti errori, soprattutto nelle ripartenze del primo tempo. Dal 65' Dybala 7: Col suo ingresso, la Juve torna a giocare e controlla meglio la partita. 

Vlahovic 6.5: Si batte come un leone, spesso lasciato solo in avanti, ma prova sempre il movimento giusto in attacco, raramente capito dai compagni. Dall'81' Kean SV

Allegri 5: Dopo un buon primo tempo della squadra, mette la sua firma ordinando una difesa a oltranza dell'1-0, tanto da sostituire Bernardeschi con Chiellini quando l'obiettivo si fa sempre più vicino. 


COPPA ITALIA, JUVENTUS-FIORENTINA: ALLEGRI: «ABBIAMO DAVANTI 35 GIORNI MOLTO IMPORTANTI»

 
In attesa di scendere in campo domani sera per la semifinale di ritorno della Coppa Italia, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa della vigilia, presentando il match e dando poche anticipazioni sulla formazione che vedremo.

Forte del successo per 1-0 colto all'andata fuori casa, la Juventus dovrà vedersela con la voglia di rimonta dei viola, in questo momento tra i più in forma del Campionato e guidati da uno dei migliori allenatori italiani del momento.

La prima risposta del mister è stata sull'importanza e sulla difficoltà della partita: «Domani ci giochiamo la Finale contro una squadra difficile, che sta giocando una grande stagione e con un allenatore che sta facendo bene, confermando quanto di buono ha fatto vedere lo scorso anno».

Riguardo il momento della Juventus, Allegri non ha dubbi: «Stiamo tutti bene; domani più che mai saranno fondamentali i cambi. La Fiorentina per i primi 60/70 minuti sa tenere un gran ritmo e ha tecnica. Domani alla rifinitura deciderò chi far giocare».

Per l'allenatore bianconero, non bisognerà commettere l'errore di pensare troppo al risultato dell'andata, perché «il risultato dell'andata cambia poco, la Fiorentina crea molto, si è visto in tante occasioni. Dobbiamo viverla come una partita secca, in cui abbiamo solo il vantaggio di avere due risultati su tre».


Il mister è tornato anche sulla prova incolore di sabato contro il Bologna: «Domenica abbiamo avuto tante occasioni da gol, dobbiamo sistemare la fase difensiva ma non abbiamo fatto una cattiva partita. Siamo nel momento clou della stagione, c'è anche un po' di stanchezza».

Allegri sa bene quanto sia delicato il momento della Juventus e quanto sia alto il rischio di una stagione fallimentare:  «Quando si è alla Juventus si gioca sempre per vincere ma i bilanci vanno fatti a fine stagione, considerando non solo i risultati, ma l'andamento globale. Abbiamo davanti 35 giorni molto importanti». 

Il mister ha sottolineato anche il modo in cui queste ultime settimane dovranno essere affrontate: «Adesso le partite pesano, non c'è possibilità di recuperare, hanno una valenza differente rispetto alla prima fase del campionato. Bisogna abituarsi a convivere con il fatto di essere sotto pressione, alla Juve è normale».

L'allenatore bianconero non ha perso occasione per portare avanti la sua crociata contro chi ritiene che le vittorie vanno cercate attraverso il bel gioco e lancia l'ennesima frecciatina: «Ci è mancato quel qualcosa in più per vincere le partite in cui abbiamo giocato spesso anche meglio degli avversari; questo deve essere uno spunto di riflessione».


Tuttavia, non si è potuto tirare indietro davanti ai numeri che inchiodano la sua squadra: «Bisogna anche migliorare il fatto che siamo decimi per gol realizzati. Nel calcio la differenza reti è ancora quella che ti porta a vincere o perdere i campionati». 

Pochissime le indicazioni riguardo, invece, la formazione che scenderà in campo domani sera:  «Due titolari per domani: Perin e Bonucci».

Infine, Allegri ha commentato anche le tante critiche piovute nel dopo Juventus-Bologna e che spesso hanno visto proprio lui principale bersaglio: «Le critiche fanno bene perché stimolano. Noi sappiamo come lavoriamo e quello che mettiamo per raggiungere gli obiettivi, poi nel calcio questo può non bastare, ma non significa che il metodo debba cambiare. Dobbiamo essere più precisi ed efficaci, ma non è tanto una questione di tecnica, bensì mentale».


JUVENTUS-FIORENTINA: ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 
Dopo il brutto stop in Campionato e l'ennesima prova deludente contro il Bologna, la Juventus si rituffa nella Coppa Italia per la sfida di ritorno della semifinale con la Fiorentina.

Dopo la vittoria per 1-0 dell'andata, arrivata allo scadere e su autogol, i bianconeri dovranno difendere il vantaggio da una squadra che sta vivendo un ottimo momento di forma e che potrebbe essere una delle più pericolose concorrenti per il quarto posto in Campionato.

Per l'occasione Massimiliano Allegri spera di recuperare Arthur, la cui assenza a centrocampo si è fatta sentire contro il Bologna e che, in assenza di Locatelli, dovrebbe essere colui in grado di dare equilibrio e ordine alla manovra della Juventus.


Riguardo la formazione, in porta sarà il turno di Perin, titolare di Coppa, mentre in difesa dovrebbero esserci Danilo e Alex Sandro sulle fasce e Chiellini e Bonucci coppia centrale, tenuto soprattutto conto dei problemi intestinali accusati da de Ligt durante la sfida di Campionato.

A centrocampo, sicuramente ci saranno Zakaria e Rabiot, mentre sarà ballottaggio a tre, tra Arthur, Cuadrado e Bernardeschi per l'altro posto. In avanti, Allegri dovrebbe confermare il "tridente" Morata-Dybala-Vlahovic.

Di seguito i probabili schieramenti delle due squadre:

JUVENTUS: Perin; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Zakaria, Rabiot; Cuadrado, Dybala, Morata; Vlahovic - All. Allegri

FIORENTINA: Terracciano; Venuti, Milenkovic, Igor, Biraghi; Duncan, Torreira, Maleh; Gonzalez, Cabral, Ikoné - All. Italiano


Sarà la quinta volta che Juventus e Fiorentina si incontreranno in Coppa Italia e i precedenti sono in perfetto equilibrio, ovvero due vittorie per parte e un pareggio.

L'ultima volta, nel 2015, hanno avuto la meglio i viola per 2-1 grazie a una doppietta di Salah. La vittoria, tuttavia, è risultata vana, perché al ritorno i bianconeri si sono imposti per 3-0, a Firenze. 

A dirigere l'incontro ci sarà Daniele Doveri, coadiuvato da Peretti e Bresmes, mentre al VAR agirà Banti

Juventus-Fiorentina si giocherà mercoledì 20 aprile 2022 alle ore 21.00 all'Allianz Stadium di Torino e verrà trasmessa in esclusiva su Canale5


FIORENTINA-JUVENTUS 0-1: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo lo 0-0 di ieri sera tra Milan e Inter, l'altra semifinale di andata di Coppa Italia ha visto affrontarsi Fiorentina e Juventus. Il match segnava il ritorno di Vlahovic a Firenze dopo l'addio di gennaio e l'accoglienza dei tifosi viola non è stata proprio morbida.

Per l'occasione, Allegri è stato costretto a mandare in campo una squadra d'emergenza e ha fatto ricorso perfino al giovane Aké dell'Under 23. Tuttavia, nonostante i dubbi della vigilia, non ha rinunciato a schierare il centravanti serbo in avanti, al fianco di Kean.

Come prevedibile, l'inizio della Fiorentina è stato molto aggressivo e i viola l'hanno messa anche sul piano fisico e dell'intensità. Tuttavia, la Juventus non si è fatta spaventare e ha cercato di giocare con ordine e tranquillità.

Nonostante il predominio territoriale, gli undici di Italiano non hanno avuto grandi occasioni da gol, minacciando Perin più che altro da fuori area. Per la Juve, invece, è stato un primo tempo senza tiri, né in porta né fuori dallo specchio.

Gli uomini di Allegri hanno pensato soltanto a difendersi e a mantenere il ritmo della partita basso. Ogni tanto, c'è scappato qualche contropiede, ma più che altro hanno atteso (e sperato) nella giocata del singolo, ovvero Vlahovic


Nel secondo tempo, la Fiorentina ha ripreso con lo stesso piglio ed è subito andata vicinissima al vantaggio, fermata soltanto dal palo. La Juventus, invece, ha cercato di alzare il baricentro, ma non ha cambiato il proprio atteggiamento passivo e attendista.

Nemmeno la grande occasione avuta da Vlahovic intorno al quarto d'ora della ripresa è servita ai bianconeri per accelerare e provare a cambiare la partita. Gli undici in campo hanno proseguito a giocare in maniera statica e prevedibile e facendo girare la palla in modo lento e involuto

Una partita così bloccata, con una squadra incapace di schiacciare l'avversario (la Fiorentina) e l'altra impegnata a contenere e a ripartire in contropiede (la Juventus), poteva essere decisa soltanto da un episodio e stavolta la dea bendata ha sorriso ai bianconeri.

Un rocambolesco autogol di Venuti a tempo ormai praticamente scaduto ha, infatti, permesso alla Juventus di portare a casa una vittoria che, obiettivamente, non avrebbe meritato. Tuttavia, si tratta di un passo fondamentale per l'accesso alla finale, su cui nemmeno il più ottimista avrebbe scommesso un euro. 


PAGELLE:

Perin 6.5: In una partita in cui la Fiorentina ha quasi sempre giocato nella metà campo della Juventus, si è disimpegnato molto bene in diverse occasioni e ha fatto sentire la sua presenze nei calci piazzati.

Danilo 6.5: Compiti prettamente difensivi per lui, schierato da centrale. Si sgancia solo in occasione dei calci piazzati, ma da capitano sorregge la squadra nei momenti più difficili. 

De Ligt 6.5: In una partita di contenimento come quella giocata stasera, la sua fisicità è stata importante sia in fase di copertura sia in anticipo sugli avversari. 

De Sciglio 5.5: Non si trova molto a suo agio come centrale e soffre da morire Ikoné, tanto che alla fine si becca anche un cartellino giallo. 

Locatelli 6: Nel primo tempo si occupa soltanto di coprire, giocando davanti alla difesa, nel secondo prova qualche movimento in avanti senza palla per far alzare la squadra.

Aké 5.5: Probabilmente non era la partita giusta per lanciarlo dall'inizio, infatti fatica fin dal primo minuto e appare spaesato in diverse occasioni. Dal 46' Cuadrado 6.5: Prova a dare, con la sua esperienza, maggiore sicurezza alla squadra, ma pecca un paio di volte in egoismo. Si riscatta nell'azione del gol vittoria. 

Arthur 6.5: Nel primo tempo gioca, praticamente, da quarto difensore centrale, ma è sempre preciso e ordinato, aiutando la squadra a mantenere un ritmo comodo. Nel secondo azzarda qualche puntata oltre il centrocampo. 

Rabiot 5: Anche stasera pascola per il campo, fuori da ogni manovra e dal contesto della squadra. Ha un guizzo in occasione del gol, ma nel complesso delude ancora.

Pellegrini 6.5: La sua verve dà freschezza alla squadra e, soprattutto, ha il merito di provarci sempre quando si tratta di attaccare, realizzando anche alcune preziose chiusure.

Kean 5.5: Ci mette tanta buona volontà, ma evidenzia, ancora una volta, preoccupanti limiti tecnici, già da un corretto controllo della palla. Dal 58' Morata 5.5: Tocca pochi palloni e non dà l'apporto sperato all'attacco, forse troppo impegnato in compiti di copertura. 

Vlahovic 6: Partita molto difficile, visto l'ambiente avverso, ma il serbo dimostra ancora la sua maturità combattendo su ogni palla e sfiorando il gol. 

Allegri 5: Decide di regalare un tempo agli avversari, facendo giocare alla squadra un calcio primitivo. Nel secondo sembra volerci provare, forse incoraggiato dall'inconcludenza degli avversari. Alla fine, la fortuna è, ancora una volta, dalla sua parte e di corto muso.


(Marcello Gagliani Caputo)


FIORENTINA-JUVENTUS: ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 
Mentre gli accertamenti medici a cui si è sottoposto Denis Zakaria hanno confermato l'infortunio e gli oltre venti giorni di stop per lo svizzero, la Juventus si prepara alla semifinale di andata di Coppa Italia contro la Fiorentina.

Proprio a causa degli infortuni, Allegri si trova con gli uomini contati e l'infermeria piena. Tuttavia, il mister non è uomo da aggrapparsi ad alibi di sorta, per cui manderà in campo la formazione migliore e spererà nella straordinaria vena realizzativa di Dusan Vlahovic, atteso al ritorno a Firenze.

In vista del delicato impegno, le scelte dell'allenatore bianconero non saranno facili e, gioco forza, ci sarà pochissimo turn-over. In porta, spazio a Perin, titolare in Coppa Italia, mentre in difesa Cuadrado e Pellegrini dovrebbero giocare sulle fasce e Danilo- de Ligt dovrebbe essere la coppia centrale.


A centrocampo, scelte obbligate con il trio Locatelli, Arthur e Rabiot, mentre in attacco dovrebbe esserci spazio per un altro tridente inedito, formato da Kean, Morata e Vlahovic.

Di seguito i probabili schieramenti delle due squadre:

FIORENTINA: Terracciano; Odriozola, Milenkovic, Igor, Biraghi; Bonaventura, Torreira, Castrovilli; Gonzalez, Piatek, Saponara - All. Italiano

JUVENTUS: Perin, Cuadrado, De Ligt; Danilo, Pellegrini, Locatelli; Arthur, Rabiot, Morata; Kean, Vlahovic - All. Allegri


A dirigere la partita ci sarà Marco Guida, coadiuvato da Carbone e Lo Cicero. Al VAR, invece, opererà Di Paolo. 

Il match si giocherà mercoledì 2 marzo alle ore 21.00 e sarà trasmesso, in esclusiva, su Canale5

L'ultimo precedente tra Fiorentina e Juventus in Coppa Italia risale sempre a una semifinale, durante la stagione 2014-2015. All'andata, i viola vinsero a Torino per 1-2, ma al ritorno i bianconeri furono protagonisti di un autentico show e sbancarono il Franchi per 0-3. 


IL 4-3-3 E GLI INSEGNAMENTI DI LIPPI E TRAPATTONI

 
All'indomani del match di Coppa Italia tra Juventus e Sassuolo, si è scatenato il dibattito sul modulo migliore che Massimiliano Allegri dovrebbe scegliere per la sua squadra.

Dopo aver schierato il nuovo tridente Morata-Dybala-Vlahovic contro il Verona, l'allenatore bianconero ieri è tornato al suo caro 4-4-2 e i risultati sono stati evidenti, perché la squadra ha fatto un passo indietro rispetto alla gara di Campionato.

Il centrocampo a due Zakaria-Arthur è stato in difficoltà per tutto il primo tempo, mentre in avanti il centravanti serbo si è trovato spesso isolato e poco servito, proprio come accadeva prima del suo arrivo al povero Alvaro Morata, messo spesso sul banco degli imputati. 

Soltanto quando Allegri, nel secondo tempo, ha deciso di inserire proprio lo spagnolo per tornare al 4-3-3, la Juventus ha cominciato a macinare gioco e ha messo alle corde il Sassuolo, fino al gol vittoria di Vlahovic, seppur arrivato grazie a una deviazione di un difensore.


È probabile, dunque, che i prossimi giorni, se non settimane, siano caratterizzati dal dibattito sul modulo che la Juventus dovrebbe adottare da qui in avanti e, in tal senso, la storia più darci una mano. Se, infatti, come spesso si dice, le risposte stanno nel nostro passato, lo stesso discorso vale per i bianconeri.

Se analizziamo i periodi d'oro della squadra e, in particolare quelli di Trapattoni e Lippi, gli unici, fino a oggi, ad aver portato la Coppa dei Campioni a Torino, vediamo che il segreto del loro successo sta proprio nel modulo di gioco e, soprattutto, negli interpreti.

Prendiamo, per esempio, la Juventus 1984-85, quella della maledetta finale dell'Heysel: nonostante la nomea difensivista di Trapattoni, il mister schierava una formazione fortemente offensiva, anche nella finale contro il Liverpool e che faceva perno sul tridente Rossi-Platini-Boniek (senza contare l'apporto di Briaschi). 

Certo, a centrocampo c'era da soffrire, ma avevamo polmoni come quelli di Bonini e TardelliÈ stata proprio questa visione offensiva del calcio che ha portato la Juventus a primeggiare in Italia e in Europa, perché fin da allora risultava chiaro che per vincere era necessario un calcio d'attacco e segnare un gol più dell'avversario. 

Facciamo un salto di quasi dieci anni e arriviamo alla Juventus di Marcello Lippi, quella della seconda Champions League vinta a Roma contro l'Ajax. Anche in quel caso, il modulo era un 4-3-3, ancora più spregiudicato rispetto a quello del Trap. In avanti c'erano Vialli, Del Piero e Ravanelli e a centrocampo due mastini come Deschamps e Conte e il cervello di Paulo Sousa.


Ebbene, anche in quegli anni, con una concezione offensiva del calcio, la Juventus è riuscita a primeggiare e a giocare ben tre finali di Champions consecutive. Non era una squadra sbilanciata, ma offriva un calcio propositivo atto a dominare le partite e a imporre il proprio gioco. 

Se non bastano questi due esempi, possiamo anche parlare della Juve del primo ciclo di Allegri, ovvero quella della finale di Berlino e quella di Cardiff. Anche in quel caso, il modulo strizzava l'occhio al 4-3-3, seppur in modo più prudente. Nel primo caso Morata e Tevez erano spesso supportati da Vidal che fungeva da terzo attaccante, mentre a Cardiff il tridente era più netto, con Higuain, Dybala e Mandzukic.

Insomma, la storia, e non solo quella bianconera, ci ha insegnato che, soprattutto in Europa, si vince adottando una mentalità offensiva e sacrificando quell'equilibrio tanto caro ad Allegri in cambio di qualità in avanti. 

Con l'arrivo di Zakaria e Vlahovic, la Juventus ha messo a posto la sua rosa e ora ha davvero la chance di sfruttare al massimo tutto il suo potenziale. Eppure, il problema sembra sempre il solito, ovvero la voglia di rischiare e di avere quel coraggio e quel pizzico di incoscienza che, in passato, ha fatto la fortuna dei bianconeri. 


(Marcello Gagliani Caputo)


JUVENTUS-SASSUOLO 2-1: COMMENTO E PAGELLE

 
Nei quarti di finale di Coppa Italia, la Juventus ha ospitato il Sassuolo in gara unica per l'ultimo match valido per l'accesso alla semifinale contro la Fiorentina. 

Rispetto alle previsioni della vigilia, Allegri ha mandato in campo una formazione molto diversa da quella paventata ieri in conferenza stampa

In difesa, davanti a Perin, il rientrante Bonucci ha ripreso il suo posto al fianco di de Ligt, mentre Alex Sandro è tornato sulla sinistra e De Sciglio è stato dirottato a destra. A centrocampo, nonostante la botta rimediata domenica, è stato confermato Zakaria con Arthur e McKennie.

In avanti, invece, tridente Cuadrado-Dybala-Vlahovic, con Morata che ha usufruito di un turno di riposo e Kaio Jorge, dato per titolare fino a ieri, che si è accomodato, ancora una volta, in panchina. 

La partenza della Juventus è stata ottima, tanto da realizzare il gol del vantaggio dopo appena due minuti. A buttarla dentro, Paulo Dybala, ispirato da un'ottima iniziativa del redivivo Alex Sandro.

Tuttavia, il Sassuolo non si è demoralizzato e ha ripreso il controllo della partita, giocando con la solita aggressività. In pochi minuti, Perin ha dovuto sfoderare almeno un paio di ottimi interventi, ma alla fine si è dovuto inchinare al gran gol di Traoré al 23'.

Nell'occasione, i giocatori della Juventus hanno peccato di pigrizia e poca attenzione, con la difesa troppo bassa e permettendo, con inaccettabile facilità, l'uno-due al limite dell'area di rigore che ha portato il calciatore neroverde a tirare in porta in assoluta libertà.

In un primo tempo tutto sommato equilibrato, si è rivista la Juventus di Allegri, attendista nell'atteggiamento, bassa in difesa e poco aggressiva a centrocampo. Certo, il merito va anche al Sassuolo e al suo spirito sempre propositivo, ma rispetto a quanto visto contro il Verona si è registrato un passo indietro


Nel secondo tempo, la Juventus è sembrata toccata nell'orgoglio e ha cercato di alzare il ritmo e di prendere il controllo della partita. Tuttavia, è mancata la necessaria lucidità per superare il muro alzato dal Sassuolo, anche se la sfortuna ci ha messo del suo in occasione dei due pali colpiti da McKennie e de Ligt. 

Gli emiliani, dal loro canto, hanno faticato di più rispetto alla prima frazione di gioco e si è affidato a qualche ripartenza, cercando di mantenere un ritmo più consono alle proprie caratteristiche. 

In una situazione abbastanza bloccata, la partita poteva essere risolta da un episodio o dagli uomini in panchina e, infatti, l'ingresso di Morata e Locatelli ha dato quella spinta in più che ha permesso alla Juventus di schiacchiare il Sassuolo nella sua area di rigore.

Gli ultimi venti minuti della partita sono stati un vero assedio dei bianconeri e il Sassuolo si è salvato soltanto grazie a diversi miracoli del proprio portiere che, però, nulla ha potuto sulla deviazione di Tressoldi sul tiro di Vlahovic a pochi minuti dal fischio finale. 

È stata una partita dalle due facce, perché nel primo tempo si è vista una Juventus "old style", rinunciataria e pigra, mentre dopo i cambi e il nuovo assetto più offensivo, ha dimostrato di poter giocare a calcio e dominare le partite. 

Quando e se mai Allegri si deciderà ad allentare il freno a mano, allora sì che la Juventus potrebbe cominciare a vincere e convincere




PAGELLE:

Perin 6.5: Soprattutto nel primo tempo viene impegnato diverse volte e se la cava egregiamente, può poco sul gol del Sassuolo, anche perché i difensori davanti a lui si aprono come le acque del Mar Rosso. 

De Sciglio 6: Rimane bloccato indietro per tutta la partita, facendo più il terzo centrale che il terzino di spinta. Dal 60' Locatelli 6.5: Il suo ingresso ha dato ordine, ma anche più precisione nella fase di costruzione del gioco, più verticale rispetto al primo tempo. 

De Ligt 6: Dopo un primo tempo sofferto, nel secondo gioca più libero dalle marcature e va vicinissimo al gol e si trasforma spesso nell'attaccante più pericoloso. 

Bonucci 6: Dopo oltre un mese di assenza, è sembrato un po' arrugginito, ma quando riesce a prendere le misure è in grado di imbucare ottimi palloni in avanti. 

Alex Sandro 6.5: Nel primo tempo è il migliore in campo e sembra tornato quello di qualche anno fa, nel secondo spinge meno, ma rimane, comunque, una costante minaccia per la difesa avversaria. 

Arthur 5.5: Rispetto alle partite precedenti, si prende una pausa e non gioca all'altezza. Commette troppi errori, sia in appoggio sia di posizione. Dal 69' Rabiot 6: Mette la sua fisicità a centrocampo e si fa vedere anche in avanti. 

Zakaria 5.5: In un centrocampo a due soffre di più e gioca un match al di sotto delle aspettative, soprattutto dopo le belle cose vista contro il Verona. Dal 60' Morata 7: Ancora una volta è uno dei migliori, seppur partendo dalla panchina. Il feeling con Vlahovic cresce giorno dopo giorno, ma soprattutto, dà al centravanti serbo il supporto che gli era mancato per tutta la partita. 

McKennie 6: Nei primi 45' è in grande difficoltà, soprattutto quando deve gestire la palla a centrocampo, nel secondo, più libero da compiti di copertura, torna a essere uno dei più pericolosi. 

Cuadrado 5.5: Non è il solito giocatore decisivo e fondamentale per la Juventus, un po' troppo pigro e poco attento, soprattutto in fase di spinta.  

Dybala 6.5: Segna subito il gol del vantaggio e gioca a tutto campo, cercando di dare imprevedibilità alla manovra bianconera. Affina l'intesa con Vlahovic, ma ogni tanto si lascia andare a qualche leziosismo di troppo. 

Vlahovic 7: Gioca un primo tempo isolato davanti, ricevendo rifornimenti con il contagocce. Dopo i cambi entra di più in partita e dimostra di avere bisogno di una seconda punta che lo supporti, inventandosi (anche grazie a un po' di fortuna) il gol del 2-1. Dall'89' Kaio Jorge: SV

Allegri 6: Come ormai consuetudine, sbaglia formazione iniziale e pecca di troppa prudenza nell'approccio alla partita. Si ravvede nel secondo tempo, cambiando l'assetto della squadra. 


(Marcello Gagliani Caputo)


ALLEGRI: «LA COPPA ITALIA È UNO DEI NOSTRI OBIETTIVI»

 
Alla vigilia dell'impegno per i quarti di finale di Coppa Italia contro il Sassuolo, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa.

La prima risposta è stata sulle condizioni della squadra e sui giocatori disponibili: «La squadra sta bene, abbiamo out Chiellini, mentre Bernardeschi dovrebbe rientrare venerdì. Domani gioca dall'inizio Bonucci. La Coppa è uno dei nostri obiettivi, troveremo una squadra arrabbiata». 

Allegri si dice contento di come la Juventus è tornata dopo la sosta e per i rinforzi arrivati dal mercato di gennaio: «Sono felice perché stiamo facendo un buon lavoro e siamo in corsa su tutti gli obiettivi. Ora: l'entusiasmo è giusto, ma troppa euforia non va bene. Il nostro obiettivo principale è raggiungere uno dei primi posti in campionato».


Sulla formazione che scenderà in campo domani sera, il mister ha ancora qualche dubbio da sciogliere:  «Perin gioca, devo valutare Vlahovic, potrebbe giocare Kaio Jorge dall'inizio. I cambi saranno importanti anche perché la partita potrebbe durare 120 minuti. Bisogna far sì che questo momento continui, lavorando seriamente e serenamente».

Qualche dubbio anche a centrocampo, soprattutto dopo l'arrivo di Zakaria e l'ottimo momento di Arthur: «Sta crescendo molto bene Arthur, domenica mi è molto piaciuto, ha grandi qualità sotto pressione, con Locatelli e Zakaria adesso non è semplice fare le scelte». 

Sul modo di approcciare alle partite, invece, Allegri non ha dubbi: «Ci vuole compattezza, sia quando abbiamo la palla che quando ce l'hanno i nostri avversari. Domenica lo abbiamo fatto, e dobbiamo continuare, mettendo da parte ogni obiettivo personale. Saranno quattro mesi belli e intensi».


L'allenatore bianconero è sicuro anche sulla bontà del lavoro svolto dalla società, soprattutto per quanto riguarda i giovani: «Il Club sta lavorando bene con l'Under19 e l'Under23, arrivano giocatori pronti, c'è tanta qualità. La Serie C, poi, forma molto velocemente i giocatori, è il giusto passaggio». 

Infine, un pensiero su Morata e Rabiot, protagonisti di ottime prestazioni contro il Verona: «Morata è un giocatore con qualità importanti: per tanti mesi ha dovuto giocare spalle alla porta, e questa non è la sua principale caratteristica. Domenica ha fatto quello che sa fare, ed è bravissimo. Un discorso simile va fatto per Rabiot: oltre alla tecnica, lui fa molta quantità, perché ha doti fisiche molto importanti. Adesso sta giocando in modo sereno e si vede». 


JUVENTUS-SASSUOLO: ARBITRO E PROBABILI FORMAZIONI

 
Dopo la vittoria in Campionato contro il Verona e la conquista del quarto posto in classifica, per la Juventus non c'è tempo per rifiatare. Domani, infatti, è previsto il quarto di finale di Coppa Italia contro il Sassuolo all'Allianz Stadium.

Sarà una sfida importante che potrebbe portare nuovo entusiasmo e permettere alla squadra di arrivare al meglio in occasione del fondamentale scontro diretto di domenica prossima contro l'Atalanta di Gasperini. Gli orobici, infatti, hanno una partita in meno e se la Juventus vuole conservare il quarto posto deve per forza vincere.

In vista della partita, Allegri attuerà un massiccio turn-over, anche grazie ai recuperi di alcuni giocatori, primo fra tutti Leonardo Bonucci. In porta, dunque, ci sarà Perin, davanti al quale agiranno lo stesso Bonucci con al fianco Rugani, mentre sulle fasce dovrebbero esserci De Sciglio a destra e Pellegrini a sinistra.


A centrocampo, pare certo il rientro di Locatelli dopo la squalifica in Campionato, con accanto McKennie e Rabiot. In avanti, invece, mancherà Kean perché squalificato, per cui potremmo vedere un tridente inedito con Cuadrado, Kaio Jorge e Morata. Tuttavia, è proprio nel reparto offensivo che potrebbero esserci dei ballottaggi e Allegri svelerà le sue scelte soltanto poche ore prima di scendere in campo.

Di seguito i probabili schieramenti delle due squadre:

JUVENTUS: Perin, De Sciglio, Bonucci, Rugani, Pellegrini; McKennie, Locatelli, Rabiot; Cuadrado, Kaio Jorge, Morata - All. Allegri

SASSUOLO: Consigli; Muldur, Ferrari, Chiriches, Kyriakopoulos; Frattesi, Lopez, Traore; Berardi, Scamacca, Defrel - All. Dionisi


La partita sarà in gara secca, per cui, in caso di pareggio, si proseguirà coi tempi supplementari ed eventuali rigori. Chi avrà la meglio affronterà la vincente di Atalanta-Fiorentina.

Il match sarà arbitrato da Livio Marinelli, coadiuvato da Paganesi e Rocca, mentre al VAR agirà Nasca.

Juventus-Sassuolo si giocherà domani 10 febbraio alle ore 21.00 e verrà trasmessa in chiaro su Canale5.