sabato 16 ottobre 2021

JUVENTUS-ROMA: LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI

 

Alla vigilia del match clou dell'ottava giornata di Serie A tra Juventus e Roma, l'allenatore dei bianconeri Massimilianio Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa.

Il primo argomento trattato è stato l'assenza di Paulo Dybala che proprio contro la Roma sarebbe dovuto rientrare dopo l'infortunio: "Sta rispettando i tempi. Si pensava che ci potesse mettere qualche giorno in meno, ma quando ci sono questi problemi muscolari non si sanno mai perfettamente i tempi di recupero. Dipende dall'evolversi della situazione. Credo che nel giro di una settimana, massimo 10 giorni, sarà a disposizione della squadra".

Inoltre, nemmeno Morata sarà della partita, anche se il suo recupero procede spedito: "Morata oggi si allenerà con la squadra, però dipende quanti rischi avrà a essere almeno a disposizione. Altrimenti andiamo a vanificare tutto il lavoro fatto dai medici".  

Allegri ha affrontato anche il delicato argomento delle soste delle Nazionali, spesso causa di diversi problemi per i club e sull'ipotesi di rinvio delle partite, ha detto che "innanzitutto non decido io, quindi è difficile dare un'opinione. Quando ci dicono di giocare, noi andiamo. Se in Italia si decidesse di spostare alcune partite, si creerebbero comunque polemiche. C'è un organo di competenza che decide se si gioca o meno. Penso che le partite vadano affrontate con un clima più disteso, anche perché siamo in una situazione di emergenza causata dal Covid. L'anno scorso il calendario internazionale non era così. In ogni caso c'è un problema e bisogna trovare una soluzione".



Altro argomento scottante, le prestazioni di Weston McKennie, quest'anno al centro dell'attenzione più per le sue vicende private che per quelle del campo da gioco: "Centrale davanti alla difesa non può giocare. Lui è un incursore, con dei gol nelle gambe. Non è vero che non ho un buon feeling con lui, anzi contro il Torino ha giocato una partita molto ordinata. Come per tutti gli altri, ho grande fiducia in lui, altrimenti non giocherebbe. È tornato giovedì, domani non so se giocherà dall'inizio o a partita in corso".

Sul versante formazione, i dubbi del mister sono ancora tanti, ma qualche indizio Allegri ha voluto darlo sulla difesa: "De Ligt si è riposato con l'Olanda e quindi domani è a disposizione e dovrebbe giocare. Bonucci, Chiellini e Rugani stanno bene. Mercoledì abbiamo un'altra partita importante in Champions e nella sosta di novembre potremmo capire se avremo superato il girone e in che posizione saremo in campionato".

L'allenatore della Juventus ha risposto anche su alcune domande inerenti lo stato di forma di Bernardeschi e Kean, possibili titolari domani contro la Roma: "Sono molto contento di Bernardeschi, un giocatore che a livello sia mentale che tecnico sta facendo bene. Ma non si deve accontentare, perché non è più un bambino e deve trovare quella continuità di rendimento che dipende solo dall'aspetto mentale. Non si deve piacere per quello che ha fatto, anche perché quello che è stato fatto rimane, ma bisogna pensare a quello che c'è da fare."

Riguardo, invece, Kean, il mister ha confermato che "sta bene, più o meno come tutti gli altri. Non ho ancora deciso niente. È normale che se non ci fosse Morata, la scelta ricadrebbe su di lui, oppure su Chiesa centravanti o su Kaio Jorge. Kaio Jorge è un ragazzo interessante e sveglio, che può essere una buona soluzione, soprattutto per le prossime partite".

Un pensiero anche sulla personale sfida con José Mourinho: "Mourinho è un allenatore che ha vinto tantissimo, ho grande rispetto. È nel suo personaggio quello che ha fatto dopo la partita con il Manchester, al termine di una delle più belle partite giocate dalla Juventus in Champions, che però perdemmo. Non è una sfida tra me e Mourinho. Sono contento di rivederlo, perché il campionato italiano ha ritrovato un grande allenatore come lui. È un valore aggiunto sia per la Roma che per la Serie A".

Infine, un chiarimento sulla posizione di Ramsey, molto criticato dai tifosi juventini dopo le dichiarazioni rilasciate dal ritiro del Galles: "Non c'era nulla da chiarire. È un giocatore sul quale conto molto, ha avuto un infortunio ed è rimasto un po' fuori, ora ha fatto due partite in nazionale. Non so se giocherà dall'inizio, ma è un giocatore sul quale faccio affidamento". 


JUVENTUS-ROMA, PARLA DINO ZOFF: "PARTITA DELICATA MA NON DECISIVA"

 

Alla vigilia di Juventus-Roma, una sfida che Dino Zoff ha vissuto negli anni delle polemiche arbitrali e del clima teso tra le due società, l'ex portiere della Juventus ha commentato il momento della stagione e l'importanza della partita per tutte e due le squadre.

La prima domanda, non poteva che essere sul famigerato gol di Turone, ancora oggi origine dell'odio di tante tifoserie contro la Juventus. Zoff racconta di non ricordare “niente di particolare, se non le polemiche che seguirono nei giorni successivi. In campo non notammo nulla di particolare, poi dopo qualcuno diceva una cosa, qualcuno un’altra: solite cose, anche se con più rumore. Ma del resto le discussioni sui gol, sui rigori, sui falli ci sono ancora adesso col Var, figuriamoci allora".



Da allora, il rapporto tra le tifoserie è stato sempre abbastanza teso, anche se tra le società, soprattutto negli ultimi anni, sono stati fatti molti passi avanti. Per Zoff nacque tutto in quel delicato periodo, in cui “le squadre erano spesso abbastanza vicine e quindi scattavano questioni di campanile. Ma è normale che accada così quando c’è qualcosa di grosso in ballo. Poi certo, a volte nascono polemiche che non hanno proprio senso di esistere".

Sulla possibilità che Juventus e Roma battaglino ancora per lo scudetto, l'ex numero 1 della Nazionale Campione del Mondo 1982, non si sbilancia: “È decisamente presto per dirlo, siamo davvero all’inizio. Ma questa sarà una gara delicata, anche se non decisiva. La Juve vuole recuperare posizioni, la Roma dimenticare il derby”.

Infine, qualche parola anche sulla sfida Allegri-Mourinho e sul possibile schieramento in campo delle due squadre: “Questi discorsi su squadre offensive dipendono poi sempre da cosa ti permette di fare l’avversario. A volte parti dicendo ‘attacchiamo’, e poi non puoi farlo. Non è una partita di dama, dipende da cosa ti lascia fare chi ti sta di fronte”.


PAVEL NEDVED: "IL FUTURO È TUTTO DALLA NOSTRA PARTE"

 

Il vice presidente della Juventus Pavel Nedved è intervenuto al Salone del Libro di Torino per la presentazione del volume "La casa della Juve" e ha colto l'occasione per parlare del momento della squadra e dei progetti futuri della società.

La prima riflessione di Nedved è stata sul momento delicato della Juventus, alle prese con una ricostruzione difficile: "In questi anni abbiamo vinto tantissimo con una squadra esperta, ora stiamo cambiando e costruendo qualcosa di importante. Il futuro è della Juventus. In campionato era normale un periodo di assestamento, ora però non dobbiamo fermarci perchè le altre corrono"

Il ceco ha riservato una stoccata anche a chi ha criticato la Juventus dopo una stagione in chiaroscuro, ma chiusa, comunque, con due trofei: "Siamo stati criticati negli ultimi anni, ma spero che qualcuno si sia accorto che abbiamo vinto uno scudetto, portato a casa due coppe. Alcuni in dieci anni non hanno vinto niente, noi conviviamo con questa pressione di dover vincere. Siamo abituati, chi lavora alla Juve deve saperlo, deve essere forte e non avere paura. La critica va bene, ma che sia giusta".

L'ex "furia ceca" si è, poi, soffermato sull'investimento che la società sta facendo su giocatori giovani, considerato fondamentale per la crescita della squadra: "Il progetto giovani mi piace ed è giusto. Abbiamo investito su giocatori forti, ci sono difficoltà ma il futuro è tutto dalla nostra parte. E anche il presente. Il tempo di assestamento è normale, abbiamo cambiato allenatore anche se parliamo sempre di Allegri. Ma ora non dobbiamo fermarci perchè gli altri corrono". 



Naturalmente, non poteva mancare un pensiero sulla partita contro la Roma, da lui vissuta per tanti anni come derby: "Sarà bellissima, una partita da vedere. Si affronteranno due allenatori vincenti, che prepareranno qualcosa di speciale".

Nedved ha anche sottolineato quanto sia importante avere infrastrutture all'altezza per permettere alla società di rimanere al passo coi tempi e soddisfare le esigenze sempre più elevate di tifosi e appassionati: "Se vogliamo offrire un buon prodotto calcio dobbiamo partite dagli stadi. Lo Stadium rappresenta la casa non solo per noi, ma credo per tutti i tifosi, che vengono allo stadio e la sentono come la propria casa dove tifano la propria squadra". 

Inoltre, il vice presidente ha spiegato come la Juventus sia impegnata anche sul fronte giovani e settore femminile: "Un altro progetto che abbiamo è quello di creare uno stadio più piccolo per la squadra femminile e per i giovani. La pandemia per il momento ci ha fermato, speriamo si possa realizzare in futuro". 

Infine, un'inevitabile riflessione sul razzismo negli stadi, dopo gli ultimi spiacevoli fatti successi anche all'Allianz: "La strada giusta è quella di individuarli con le telecamere, come facciamo allo Stadium. Basta avere un impianto con telecamere, sono investimenti minimi rispetto a quanto si spende per altro ed è il minimo per il mondo di oggi".


venerdì 15 ottobre 2021

CALCIATORI SVALUTATI: WOJCHIECH SZCZESNY IL PEGGIORE

 

In questi giorni il sito Transfermarkt, specializzato nella valutazione dei calciatori, ha rilasciato un aggiornamento in cui sono indicati i nuovi valori di mercato dei protagonisti della Serie A.

Purtroppo, non ci sono notizie buone per la Juventus che vede il suo portiere, Wojciech Szczęsny in testa a questa classifica. Il polacco, infatti, ha visto diminuire di ben 10 milioni il suo valore che, adesso, si attesta sui 15 milioni di euro.

Tuttavia, Szczesny non è il solo calciatore bianconero ad aver perso valore, perché nella top 20 ce ne sono altri, alcuni anche abbastanza a sorpresa.

Tra i peggiori troviamo, infatti, anche Matthijs de Ligt (valore attuale 70 milioni), Dejan Kulusevski (valore attuale 35 milioni), Arthur (valore attuale 35 milioni) e Rodrigo Bentancur (valore attuale 30 milioni). Tutti e tre hanno perso 5 milioni rispetto alla precedente classifica, mentre Aaron Ramsey che, invece, ne ha persi 4 si attesta sui 10 milioni di euro.



A fare da contraltare a questa classifica, però, è arrivata quella pubblicata da Football Benchmark di Kpmg che ha indicato i calciatori con il più alto valore di mercato. 

Ebbene, nella top 20, dietro mostri sacri del calibro di Erling Haaland (144,2 milioni di euro), Kylian Mbappé (139,5 milioni di euro) ed Harry Kane (121,2 milioni di euro), troviamo il nostro Federico Chiesa che si piazza al 18mo posto, con un valore di 87,7 milioni di euro, ovvero più del doppio di quanto speso dalla Juve per prelevarlo dalla Fiorentina.