lunedì 17 gennaio 2022

JUVENTUS, DOMANI TORNA LA COPPA ITALIA

 
Dopo la vittoria in Campionato contro l'Udinese, per la Juventus è già ora di tornare in campo per gli ottavi di finale di Coppa Italia. L'avversaria è la Sampdoria in piena crisi di risultati e con l'ombra del ritorno di Giampaolo che pende su D'Aversa.

In vista anche del delicatissimo match contro il Milan in programma domenica 23 gennaio, Allegri, che sarà squalificato, farà riposare qualcuno e darà spazio a chi, fino a oggi, ha giocato di meno.

In porta, dunque, ci sarà spazio per Perin che torna dopo aver giocato bene la sfortunata finale di Supercoppa Italiana, mentre in difesa molte scelte saranno obbligate visti gli infortuni e le indisponibilità. Sulle fasce dovrebbero agire De Sciglio e Alex Sandro, mentre al centro Rugani dovrebbe fare coppia con Chiellini, visto che De Ligt è squalificato.


A centrocampo possibile la conferma della coppia Arthur-Bentancur, con il rientro di Bernardeschi sulla fascia destra e di Rabiot in quella sinistra.

In attacco, anche complice la squalifica di Moise Kean, dovrebbe esserci spazio per Alvaro Morata dal primo minuto. Come suo partner, Dybala gode dei favori del pronostico, ma occhio a Kaio Jorge che potrebbe avere la sua prima chance da titolare. 

Dopo aver perso il primo trofeo della stagione, per la Juventus sarà importante vincere, così da dare continuità ai risultati in Campionato e mantenere vivo un altro obiettivo fondamentale per dare un senso a questa difficile annata. 


Questi i probabili schieramenti delle due squadre:

JUVENTUS: Perin; De Sciglio, Chiellini, Rugani, Alex Sandro; Bernardeschi, Bentancur, Arthur, Rabiot; Dybala, Morata - All. Allegri

SAMPDORIA: Falcone; Conti, Dragusin, Chabot, Murru; Candreva, Thorsby, Ekdal, Ciervo; Gabbiadini, Quagliarella - All. D'Aversa

La partita si giocherè martedì 18 gennaio alle ore 21.00 all'Allianz Stadium di Torino e verrà trasmessa, in esclusiva, su Canale 5. La vincente incontrerà una tra Sassuolo e Cagliari, sempre in gara unica


domenica 16 gennaio 2022

CASO DYBALA: CHI GUADAGNA PIU' ALLA JUVENTUS?

 

Dopo l'esultanza polemica di Paulo Dybala seguita al gol contro l'Udinese, sui social e sui giornali si è aperto il dibattito sul difficile momento che sta vivendo l'argentino e sulle complicazioni del rinnovo del suo contratto.

Anche se nell'immediato dopo partita, Dybala ha smentito di aver lanciato sguardi di sfida alla dirigenza in tribuna, non ha potuto fare a meno di mandare un chiaro messaggio e ha dichiarato che "io non devo dimostrare niente a nessuno".

Una dichiarazione che ha alzato i toni della polemica e diviso la tifoseria juventina tra chi appoggia Dybala e chi, invece, è a favore dell'atteggiamento rigido della dirigenza. Una situazione che, surreale per quanto sia, non può fare bene all'ambiente bianconero, soprattutto in un momento delicato della stagione come questo.

Se il problema del rinnovo di Dybala è la richiesta di adeguamento economico, allora è giusto fare il punto della situazione sull'attuale monte ingaggi della Juventus, in cui quello dell'argentino non è il più pesante né, tanto meno, quello peggiore in rapporto alle prestazioni.

Ecco, infatti, la top 5 dei giocatori più pagati dalla società bianconera:

Matthijs de Ligt: 8 milioni + 4 di bonus (fino al 2024)
Paulo Dybala: 7,3 milioni fino al 2022
Adrien Rabiot: 7 milioni + 2 di bonus (fino al 2023)
Aaron Ramsey: 7 milioni (fino al 2023)
Wojciech Szczesny: 7 milioni (fino al 2024)

Come si vede, Dybala guadagna meno di Rabiot e poco più Ramsey e Szczesny, giocatori che, in questa stagione ma non solo, hanno dimostrato di non valere questi soldi e di pesare molto di più dell'argentino, a oggi il miglior marcatore della Juventus nonostante gli infortuni (10 reti e 4 assist).

Se per il francese e il gallese la situazione è ormai disperata e si attende soltanto la loro cessione, il portiere polacco quest'anno è stato protagonista di un inizio stagione horror e ha fatto perdere almeno sei punti alla Juventus che oggi sarebbe in piena lotta scudetto.

Molti rimproverano a Dybala le scarse prestazioni e le troppe assenze, ma oggi l'argentino rimane il calciatore tecnicamente migliore dei bianconeri che, penalizzati dal gioco involuto di Allegri, hanno bisogno di lui per dare qualche spunto in più e rendere meno prevedibile la manovra.
La domanda che tutti si fanno è se Dybala valga lo stipendio che chiede (circa dieci milioni all'anno tra ingaggio e bonus), allora sarà forse utile un ripasso sui numeri del numero 10 da quando è alla Juventus.

In sette anni con la maglia bianconera, la Joya ha segnato 110 gol in 275 partite, ha vinto 12 trofei, ha giocato una finale di Champions League, conquistata proprio grazie a lui e al partner d'attacco dell'epoca Gonzalo Higuain. Inoltre, si trova all'undicesimo posto per gol segnati nella storia bianconera, al primo posto per i gol segnati in Supercoppa Italiana e al terzo per i gol segnati in Champions League.

Tuttavia, è anche vero che in questi anni non ha mai dimostrato lo stesso carisma di altri numeri 10, basti pensare ai più recenti, ovvero Del Piero e Tevez, eppure continua a essere uno dei giocatori migliori a disposizione della Juventus, eccezion fatta, naturalmente, per la parentesi Cristiano Ronaldo.

Probabilmente, non sapremo mai cosa sta davvero succedendo in questo momento tra Dybala e la dirigenza della Juventus, ma l'argentino è un patrimonio e come tale va protetto e tutelato.

Un accordo tra le parti va trovato, Dybala non va fatto partire a zero né, tanto meno, venduto al miglior offerente, perché la Juventus ha ancora bisogno di lui. Tuttavia, non vanno ignorati i limiti fisici mostrati ultimamente, per cui è anche giusto che si trovi una soluzione che soddisfi tutti.


(Marcello Gagliani Caputo)


sabato 15 gennaio 2022

JUVENTUS-UDINESE 2-0: COMMENTO E PAGELLE

 
Dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, la Juventus ha ripreso il suo cammino in Campionato. All'Allianz è sbarcata un'Udinese a caccia di punti salvezza e reduce dall'emerganza Covid.

Per l'occasione, Allegri ha rivoluzionato la squadra, cambiando ben 8 giocatori rispetto alla partita contro l'Inter. A centrocampo, Locatelli ha lasciato spazio alla coppia Arthur-Bentancur, mentre in attacco Kean ha vinto il ballottaggio con Morata.

La Juventus è partita molto lenta e svogliata e il primo quarto d'ora è stato buono soltanto per chi soffre d'insonnia. Si è vista una squadra incapace di accelerare e di tenere un ritmo alto. Tanti passaggi all'indietro, possesso palla sterile e nessun tiro in porta.

Non è un caso, dunque, che il gol del vantaggio bianconero sia arrivato grazie a un rimpallo in area di rigore sfruttato da Dybala. L'argentino, tra l'altro, non ha nemmeno esultato, ma ha guardato ripetutamente verso la tribuna, come a voler sfidare chi gli chiede che il rinnovo deve guadagnarselo. 

Nonostante un'Udinese passiva e rinunciataria, la Juventus ha giocato un primo tempo dai ritmi troppo cadenzati, con pochi spunti interessanti e un gioco lento e involuto. I bianconeri hanno tirato in porta soltanto in occasione del gol, per il resto si è visto soltanto tanto possesso palla (71,5%) e una stucchevole accademia. 


Nel secondo tempo, l'Udinese è scesa in campo con ben altro piglio, mentre la Juventus non ha cambiato il suo atteggiamento svogliato e quasi annoiato. Giocate sicure ed elementari, poco coraggio nell'uno contro uno e attaccanti serviti con il contagocce.

Gli unici strappi sono arrivati da Bernardeschi e Dybala, al momento i soli calciatori che sembrano avere i mezzi tecnici per rendere il gioco della squadra più piacevole e meno prevedibile. 

Il raddoppio della Juventus, a dieci minuti dalla fine, è arrivato quasi d'inerzia, complice anche l'ingresso di De Sciglio, molto più preciso e propositivo di Pellegrini. 

Nel complesso, la partita è stata noiosa, con un tasso di spettacolarità minimo. Tuttavia, era talmente importante stasera portarsi a casa i tre punti che si possono chiudere tutti e due gli occhi.

Si è vista una Juventus a immagine e somiglianza del suo allenatore, solida ed equilibrata, ma spuntata in avanti e poco incline al bel gioco. Ottima per chi è convinto che vincere sia l'unica cosa che conta. 



PAGELLE:

Szczesny 6: Corre pochissimi rischi e gode di una serata di (quasi) riposo, tirando fuori una bella parata a pochi minuti dalla fine.

Cuadrado 6: Gioca col freno a mano tirato, affonda pochissime volte, fermandosi quasi sempre sulla linea del centrocampo, forse perché impegnato a fare il vice Bonucci nell'impostazione da dietro.

Rugani 5.5: Non deve fare molto, ma in quei pochi casi in cui viene chiamato in causa, mostra troppa ansia e insicurezza.

De Ligt 6.5: In difesa è lui che comanda e dalle sue parti è dura passare, anche perché gioca spesso alto e in anticipo sugli attaccanti dell'Udinese. 

Pellegrini 5: Rientrava da un infortunio e ha mostrato di essere ancora indietro con la forma atletica. Qualche svarione e alcune giocate discutibili. Dal 56' De Sciglio 6.5: Altra marcia rispetto a Pellegrini, dimostra subito di essere in fiducia. 

Arthur 5.5: Era un po' che chiedeva di partire titolare, ma non ha sfruttato l'occasione, troppi passaggi elementati e ritmi sempre bassi e si fa ammonire ingenuamente. Dal 46' Locatelli 6: Subentra per dare un po' più di velocità alla manovra, ma stavolta si limita al compitino. 

McKennie 7: Per tutta la partita è stato il più pericoloso della Juventus, grazie ai suoi inserimenti sempre più frequenti e letali. Alla fine, riesce a buttarla dentro, dimostrando, ancora una volta, la sua generosità e il suo irrinunciabile dinamismo. 

Bentancur 6: Nel primo tempo ha dato segnali di vita, recuperando un buon numero di palloni e guidando qualche ripartenza. Nel secondo si è seduto a fumarsi una sigaretta. Dall'81' Rabiot SV

Kulusevski 5: Anche lui, come Arthur, non coglie la palla al balzo e gioca una partita timida e insicura, senza riuscire mai ad accendersi. Dal 46' Bernardeschi 6.5: Mette in campo la sua brillantezza e la sua voglia di diverirsi.

Dybala 6: Segna il gol del vantaggio, sfidando con lo sguardo la tribuna, ma poi non incide più di tanto, soprattutto nel secondo tempo quando, ogni tanto, lo si vede vagare per il campo. 

Kean 5: Altra partita non sufficiente per l'attaccante, sia per i suoi limiti, soprattutto tecnici, sia per l'incapacità dei compagni di metterlo davanti alla porta. Dal 63' Morata 5.5: Rispetto a come era entrato a Roma, compie un passo indietro, tornando a essere troppo frenetico e poco preciso. 

Allegri 5: Manda in campo l'ennesima formazione anomala e torna sui suoi passi già alla fine del primo tempo. Con una confusione del genere, è dura per i giocatori capirci qualcosa. 


venerdì 14 gennaio 2022

CONFERENZA STAMPA JUVENTUS-UDINESE, ALLEGRI: «I GIOCATORI IN SCADENZA DI CONTRATTO NON SONO UN PROBLEMA»

 
Alla vigilia della ripresa del Campionato e dell'impegno casalingo contro l'Udinese, Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa in cui ha presentato la partita e ha parlato a 360° del momento che sta vivendo la Juventus. 

Domani sarà un match speciale per il mister che festeggerà le 300 panchine con la Juventus, un traguardo che spera di poter bagnare con una vittoria e tre punti fondamentali per continuare la ricorsa al quarto posto.

Sulle difficoltà della partita, Allegri non ha dubbi: «Domani affrontiamo una squadra fisica, che si difende molto bene. Sarà una gara diversa rispetto a quelle contro Roma e Inter. Serviranno pazienza e lucidità».


Riguardo la formazione che scenderà in campo, rimangono dei nodi da sciogliere, ma l'allenatore bianconero continua nel suo turn-over: «Per la gara di domani contro l’Udinese sicuramente ci saranno dei cambi perché abbiamo giocato tante partite. Ho diversi giocatori a disposizione. Danilo non è ancora al meglio e Bonucci ha avuto un piccolo risentimento muscolare».

Sulla difesa, invece, Allegri dà qualche indicazione in più: «Contro l’Udinese giocheranno come difensori centrali de Ligt e Rugani. Chiellini ha giocato una grande partita mercoledì sera, ma ha bisogno di riposare».

Inoltre, il mister aggiunge che «Pellegrini sta bene e contro l’Udinese potrebbe giocare dall’inizio, ma valuteremo nel corso della giornata di domani. Tornerà in porta Szczesny, valuterò, invece, chi schierare tra Bernardeschi e Kulusevski perché entrambi hanno giocato una buona partita contro l’Inter».

Dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, la Juventus è chiamata a un pronto riscatto e Allegri tiene a confermare che «stiamo lavorando bene, con il massimo impegno. Dobbiamo rimanere sereni, ma assolutamente focalizzati sui nostri obiettivi stagionali».


A chi gli chiede dell'ennesima prova in colore di Rabiot contro l'Inter in Supercoppa, il mister lo difende: «Rabiot è stato tanto criticato dopo la partita contro l’Inter. Per me ha giocato una buona gara, di grande sacrificio, per le richieste che gli erano state fatte».

Invece, sulla telenovela del rinnovo di Paulo Dybala, Allegri precisa che «le valutazioni contrattuali spettano alla società. Per quanto riguarda il valore tecnico di Dybala, posso dire che è un giocatore molto importante per noi. Mi aspetto una sua crescita nelle prossime partite. Paulo è un grande giocatore».

Infine, aggiunge che «i giocatori in scadenza di contratto non sono un problema. Queste sono situazioni sempre più frequenti nel mondo del calcio moderno. I calciatori sono professionisti e in quanto tali devono sempre dare il massimo».