domenica 17 ottobre 2021

JUVENTUS-ROMA 1-0: COMMENTO E PAGELLE


Era una partita da vincere a tutti i costi per accorciare sulla zona Champions League e la Juventus è riuscita a farla sua, seppur tra mille difficoltà e tanta sofferenza.

All'Allianz Stadium sono scese in campo due squadre condizionate dai recenti impegni delle Nazionali e costrette a fare i conti con assenze, infortuni e fuso orario. Eppure né i bianconeri né i giallorossi si sono risparmiati, dando vita a un match combattuto e tirato fino alla fine, di quelli da cui, alla fine, nessuno esce davvero sconfitto.

Per la Juventus si tratta del terzo 1-0 consecutivo, marchio di fabbrica di Massimiliano Allegri, ottenuto grazie a un buon primo tempo e a un secondo di difesa e contropiede

Alla fine, a fare la differenza sono stati gli episodi, favorevoli per la Juve nel gol di Kean, con deviazione fortuita dell'attaccante sul colpo di testa di Bentancur e sfavorevoli per i giallorossi che hanno fallito un calcio di rigore con Veretout.

Dopo questa ulteriore prova, possiamo ufficialmente dire che la Juventus di Allegri è tornata, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Ormai dobbiamo abituarci a vedere giocare bene i bianconeri solo quando non sono in vantaggio, perché una volta avanti, tendono a chiudersi e a difendersi a oltranza.



PAGELLE:

Szczesny 7: Suo gran parte del merito di questa preziosa vittoria, visto che para il rigore del possibile pareggio. Inoltre, si dimostra sicuro sia nelle uscite che tra i pali, assicurando alla difesa l'adeguata sicurezza.

Danilo 7: Il brasiliano è una certezza, preciso e concentrato in ogni occasione e bravo a fare il jolly della difesa.

Bonucci 6.5: Quando c'è da chiudersi dietro, in difesa del vantaggio, dà il meglio di sé, ma non riesce a impostare come suo solito, perché la squadra tende troppo ad abbassarsi.

Chiellini 6: Commette una stupidaggine nell'occasione del rigore per la Roma, ma poi riesce a riscattarsi nella ripresa, ergendo il solito muro davanti alla porta.

De Sciglio 7: Finalmente una partita coraggiosa e decisa che gli permette di mettere al centro dell'area romanista la splendida palla dell'1-0. Gioca spesso molto alto, mettendo in grande difficoltà la difesa di Mourinho. Dall'88' Alex Sandro S.V.

Locatelli 6: Non brilla come nei precedenti match, ma è sempre presente quando c'è da contendere la palla a centrocampo e pensa più a coprire la difesa che a impostare.

Bentancur 7: Partita di grande sostanza dell'uruguaio, sempre tempestivo nel recupero della palla e pronto a inserirsi in area di rigore, come nell'occasione del gol decisivo.

Bernardeschi 6.5: Inizia un po' timido, ma poi prende sempre più spazio e va vicinissimo al gol con una bella rovesciata. Dal 76' Arthur 6: Entra e fa ciò che deve, ovvero tenere palla e aiutare la squadra a respirare.

Cuadrado 5: Risente probabilmente del fuso orario, perché sembra confuso e distratto e sbaglia tanto, sia in avanti che in ripiegamento.

Chiesa 5.5: Non è la sua partita, rimane in ombra per tutto il primo tempo, nel secondo prova qualche scatto, ma non è in serata. Dal 71' Kulusevski 6.5: Come già visto col Torino, entra bene in partita, combattendo e provando a fare male in contropiede.

Kean 6.5: Allegri gli dà fiducia, chiedendogli il gol e lui l'accontenta, anche se con un po' di fortuna. Tuttavia, ha mostrato grandi segnali di miglioramento rispetto alle precedenti partite. Dal 71' Morata 6: Cerca di tenere alta la squadra, prende qualche randellata e ci mette la solita generosità.

Allegri 6.5: Imbastisce la sua solita partita e la mette sul binario preferito già dopo un quarto d'ora, poi gestisce bene i cambi.


LA JUVENTUS E L'AFFAIRE DYBALA

 

Dopo l'annuncio dell'esclusione di Paulo Dybala dalla partita contro la Roma e il prolungamento del suo recupero dall'infortunio, sui social si è scatenata l'ennesima polemica tra pro e contro l'argentino.

Giorno dopo giorno, il rapporto tra Dybala e i tifosi della Juventus si va complicando sempre di più, complice anche la spiacevole telenovela sul rinnovo del contratto, oggi ancora in altomare.

Quando è arrivato alla Juventus, l'argentino era sembrato il giocatore che mancava alla squadra, colui che avrebbe dato nuovo sfoggio alla maglia numero 10, capace di colpi e giocate da lustrarsi gli occhi.

Eppure, Dybala non è mai stato davvero al centro del progetto juventino, all'inizio perché troppo giovane, poi perché surclassato dalla strabordante personalità di Cristiano Ronaldo, infine per i frequenti infortuni a cui va incontro ormai da diversi anni.

Con la Juventus, il numero 10 ha vinto quasi tutto e giocato una finale di Champions League, tra l'altro raggiunta anche e soprattutto grazie a lui. Tuttavia, ciò che gli rimproverano i tifosi bianconeri è la mancanza del guizzo finale, di quel salto di qualità che lo renderebbe al livello dei vari Del Piero, Zidane, Platini, Tevez.

Spesso, infatti, Dybala è parso eclissarsi nelle occasioni clou, un po' per difetti di personalità e un po' per i tanti cambiamenti di gioco della Juventus, ma è stato anche in grado di regalarci serate straordinarie come quella contro il Barcellona in Champions League (3-0 e doppietta per lui). 



Ha vissuto il suo periodo migliore, senza ombra di dubbio, in coppia con Gonzalo Higuain, con il quale, in due stagioni, ha segnato 100 gol.

Molti tifosi ricorderanno la stagione in cui il numero 9 ha messo a segno 32 reti, mentre Dybala 23, eppure ciò non è bastato per convincere la società a puntare ancora su di loro, preferendo l'opzione Cristiano Ronaldo.

Con l'arrivo del portoghese, le sicurezze di Dybala sono andate in frantumi, il giocatore si è dovuto adattare ai nuovi schemi e al tanto discusso ruolo di tuttocampista, sprecando il suo talento e perdendo posizioni nelle gerarchie di spogliatoio.

Ora, che finalmente era arrivato il momento di ricostruirsi, di tornare a essere il leader e di riprendersi la Juventus con la fascia di capitano al braccio, l'ennesimo infortunio gli ha impedito di dare continuità a un ottimo inizio di stagione.

Per questo, molti tifosi si sono stancati, alcuni hanno sottolineato come i suoi infortuni gli abbiano impedito di giocare un numero eccessivo di partite e, dall'altro lato, si chiedono se valga la pena rinnovargli il contratto alle cifre di cui si parla.

Certo, in tutto questo la telenovela del rinnovo non sta aiutando il calciatore, il quale, però, dovrebbe decidersi a prendere una decisione e una posizione in proposito, perché è certa la sua importanza nella Juventus, ma lo sono altrettanto le difficoltà economiche che stanno investando il calcio.

Insomma, ciò che molti chiedono a Dybala è di diventare grande, di decidere cosa vuol fare del suo talento e della sua vita calcistica, perché ormai le sue promesse d'amore eterno alla Vecchia Signora non bastano più. 


sabato 16 ottobre 2021

JUVENTUS-ROMA: LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI

 

Alla vigilia del match clou dell'ottava giornata di Serie A tra Juventus e Roma, l'allenatore dei bianconeri Massimilianio Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa.

Il primo argomento trattato è stato l'assenza di Paulo Dybala che proprio contro la Roma sarebbe dovuto rientrare dopo l'infortunio: "Sta rispettando i tempi. Si pensava che ci potesse mettere qualche giorno in meno, ma quando ci sono questi problemi muscolari non si sanno mai perfettamente i tempi di recupero. Dipende dall'evolversi della situazione. Credo che nel giro di una settimana, massimo 10 giorni, sarà a disposizione della squadra".

Inoltre, nemmeno Morata sarà della partita, anche se il suo recupero procede spedito: "Morata oggi si allenerà con la squadra, però dipende quanti rischi avrà a essere almeno a disposizione. Altrimenti andiamo a vanificare tutto il lavoro fatto dai medici".  

Allegri ha affrontato anche il delicato argomento delle soste delle Nazionali, spesso causa di diversi problemi per i club e sull'ipotesi di rinvio delle partite, ha detto che "innanzitutto non decido io, quindi è difficile dare un'opinione. Quando ci dicono di giocare, noi andiamo. Se in Italia si decidesse di spostare alcune partite, si creerebbero comunque polemiche. C'è un organo di competenza che decide se si gioca o meno. Penso che le partite vadano affrontate con un clima più disteso, anche perché siamo in una situazione di emergenza causata dal Covid. L'anno scorso il calendario internazionale non era così. In ogni caso c'è un problema e bisogna trovare una soluzione".



Altro argomento scottante, le prestazioni di Weston McKennie, quest'anno al centro dell'attenzione più per le sue vicende private che per quelle del campo da gioco: "Centrale davanti alla difesa non può giocare. Lui è un incursore, con dei gol nelle gambe. Non è vero che non ho un buon feeling con lui, anzi contro il Torino ha giocato una partita molto ordinata. Come per tutti gli altri, ho grande fiducia in lui, altrimenti non giocherebbe. È tornato giovedì, domani non so se giocherà dall'inizio o a partita in corso".

Sul versante formazione, i dubbi del mister sono ancora tanti, ma qualche indizio Allegri ha voluto darlo sulla difesa: "De Ligt si è riposato con l'Olanda e quindi domani è a disposizione e dovrebbe giocare. Bonucci, Chiellini e Rugani stanno bene. Mercoledì abbiamo un'altra partita importante in Champions e nella sosta di novembre potremmo capire se avremo superato il girone e in che posizione saremo in campionato".

L'allenatore della Juventus ha risposto anche su alcune domande inerenti lo stato di forma di Bernardeschi e Kean, possibili titolari domani contro la Roma: "Sono molto contento di Bernardeschi, un giocatore che a livello sia mentale che tecnico sta facendo bene. Ma non si deve accontentare, perché non è più un bambino e deve trovare quella continuità di rendimento che dipende solo dall'aspetto mentale. Non si deve piacere per quello che ha fatto, anche perché quello che è stato fatto rimane, ma bisogna pensare a quello che c'è da fare."

Riguardo, invece, Kean, il mister ha confermato che "sta bene, più o meno come tutti gli altri. Non ho ancora deciso niente. È normale che se non ci fosse Morata, la scelta ricadrebbe su di lui, oppure su Chiesa centravanti o su Kaio Jorge. Kaio Jorge è un ragazzo interessante e sveglio, che può essere una buona soluzione, soprattutto per le prossime partite".

Un pensiero anche sulla personale sfida con José Mourinho: "Mourinho è un allenatore che ha vinto tantissimo, ho grande rispetto. È nel suo personaggio quello che ha fatto dopo la partita con il Manchester, al termine di una delle più belle partite giocate dalla Juventus in Champions, che però perdemmo. Non è una sfida tra me e Mourinho. Sono contento di rivederlo, perché il campionato italiano ha ritrovato un grande allenatore come lui. È un valore aggiunto sia per la Roma che per la Serie A".

Infine, un chiarimento sulla posizione di Ramsey, molto criticato dai tifosi juventini dopo le dichiarazioni rilasciate dal ritiro del Galles: "Non c'era nulla da chiarire. È un giocatore sul quale conto molto, ha avuto un infortunio ed è rimasto un po' fuori, ora ha fatto due partite in nazionale. Non so se giocherà dall'inizio, ma è un giocatore sul quale faccio affidamento". 


JUVENTUS-ROMA, PARLA DINO ZOFF: "PARTITA DELICATA MA NON DECISIVA"

 

Alla vigilia di Juventus-Roma, una sfida che Dino Zoff ha vissuto negli anni delle polemiche arbitrali e del clima teso tra le due società, l'ex portiere della Juventus ha commentato il momento della stagione e l'importanza della partita per tutte e due le squadre.

La prima domanda, non poteva che essere sul famigerato gol di Turone, ancora oggi origine dell'odio di tante tifoserie contro la Juventus. Zoff racconta di non ricordare “niente di particolare, se non le polemiche che seguirono nei giorni successivi. In campo non notammo nulla di particolare, poi dopo qualcuno diceva una cosa, qualcuno un’altra: solite cose, anche se con più rumore. Ma del resto le discussioni sui gol, sui rigori, sui falli ci sono ancora adesso col Var, figuriamoci allora".



Da allora, il rapporto tra le tifoserie è stato sempre abbastanza teso, anche se tra le società, soprattutto negli ultimi anni, sono stati fatti molti passi avanti. Per Zoff nacque tutto in quel delicato periodo, in cui “le squadre erano spesso abbastanza vicine e quindi scattavano questioni di campanile. Ma è normale che accada così quando c’è qualcosa di grosso in ballo. Poi certo, a volte nascono polemiche che non hanno proprio senso di esistere".

Sulla possibilità che Juventus e Roma battaglino ancora per lo scudetto, l'ex numero 1 della Nazionale Campione del Mondo 1982, non si sbilancia: “È decisamente presto per dirlo, siamo davvero all’inizio. Ma questa sarà una gara delicata, anche se non decisiva. La Juve vuole recuperare posizioni, la Roma dimenticare il derby”.

Infine, qualche parola anche sulla sfida Allegri-Mourinho e sul possibile schieramento in campo delle due squadre: “Questi discorsi su squadre offensive dipendono poi sempre da cosa ti permette di fare l’avversario. A volte parti dicendo ‘attacchiamo’, e poi non puoi farlo. Non è una partita di dama, dipende da cosa ti lascia fare chi ti sta di fronte”.