JUVENTUS: UNA RIMONTA POSSIBILE?

 
L'entusiasmo dopo la vittoria contro il Verona e i gol dei nuovi arrivati Vlahovic e Zakaria, ha scatenato gli entusiasmi dei tifosi juventini che ora sono stuzzicati dalla prospettiva di tornare a combattere per lo scudetto.

Nonostante l'estrema prudenza di Allegri e i punti di distacco dall'Inter prima in classifica, tutto è ancora possibile, tenuto conto, soprattutto, che i nerazzurri, nonostante le diverse occasioni, non sono riusciti ad ammazzare il Campionato, come accaduto la stagione scorsa con Conte in panchina.

La sconfitta nel derby ha lasciato degli strascichi. Già nell'immediato dopo partita con la sceneggiata violenta di Lautaro Martinez, ma anche con il nervosismo delle ore successive e le recriminazioni per presunti errori arbitrali subiti.


Insomma, lo spogliatoio dell'Inter potrebbe essersi trasformato in una polveriera pronta e implodere, per cui nessuna delle squadre che seguono in classifica i nerazzurri possono arrendersi, neppure la Juventus, attualmente quarta e staccata di 8 punti dalla capolista.

Con lo scoppiettante mercato invernale, a Torino sembra tornato l'entusiasmo e la voglia di sorprendere, la squadra ha giocato meglio e perfino calciatori "perduti" come Rabiot hanno dato segnali incoraggianti.

Perfino il calendario pare sorridere alla Vecchia Signora, perché degli scontri diretti rimasti, sia il Napoli sia l'Inter dovranno giocare a Torino e le due partite potrebbero essere decisive per accorciare ancora in classifica.

È innegabile che si tratterebbe di un'impresa epocale, ancora superiore a quella della stagione 2015-16, eppure nessuno sembra volersi nascondere, tranne Allegri che dispensa parole prudenti e lascia la patata bollente in mano a Inter, Napoli e Milan.


Proprio per questo motivo, la voglia e l'incoscienza di provare un'impresa del genere deve partire proprio dall'allenatore che dovrà essere in grado di mettere da parte tutti i suoi limiti e gettarsi nella mischia con il coraggio necessario.

Basta equilibro, basta gioco in contropiede, basta prudenza. Se la Juventus vuole provare a entrare nella storia per l'ennesima volta, deve farlo gettandosi alle spalle il passato e superando i propri limiti di gioco e di approccio alle partite.

Quanto visto con il Verona è, di certo, un buon viatico, ma non può e non deve bastare. La squadra deve giocare con coraggio e spreguidicatezza per novanta minuti e non deve fare calcoli capziosi sul difendere un vantaggio risicato o indietreggiare gli attaccanti sulla linea del centrocampo.

La Juventus deve crederci, le imprese sono nel suo DNA, il non mollare mai fa parte della sua storia, ma le vittorie arrivano soltanto quando si gioca di squadra e, fino a oggi, questo si è visto ancora troppe poche volte.

Ai posteri l'ardua sentenza. 


(Marcello Gagliani Caputo)


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