domenica 28 novembre 2021

CHIESA FUORI OLTRE UN MESE, McKENNIE MENO GRAVE


Dopo essere usciti per infortunio nella partita di ieri contro l'Atalanta, stamattina Federico Chiesa e Weston McKennie si sono sottoposti agli esami diagnostici presso il JMedical.

Per l'ex viola, purtroppo, non sono arrivate buone notizie, perché come recita il comunicato ufficiale della Juventus "Federico Chiesa questa mattina è stato sottoposto presso il JMedical ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia sinistraIl suo rientro è previsto dopo la sosta natalizia".


Un'ennesima tegola che non ci voleva per i bianconeri che, già in grosse difficoltà, dovranno fare a meno di uno dei migliori calciatori a disposizione di Allegri.

Notizie meno brutte per McKennie, per cui sono state escluse "lesioni capsulo legamentose del ginocchio destro. Le sue condizioni verranno monitorate quotidianamente".

Visti i precedenti, è probabile che l'americano rimarrà fermo almeno una settimana, in attesa che possa recuperare completamente dall'infortunio, per cui il già malandato centrocampo bianconero è sempre più in emergenza.

Già martedì sera, la Juventus è attesa al riscatto in Campionato, nella trasferta a Salerno contro la Salernitana, tra tante incognite e la sensazione di una squadra allo sbando.


SPROFONDO JUVE: UNA RESTAURAZIONE FALLITA?

 

Con la sconfitta contro l'Atalanta, in una partita fondamentale per rilanciare la Juventus in Campionato, è calato il sipario sulle speranze di scudetto o di qualificazione in Champions per l'anno prossimo.

Rimangono in ballo ancora diversi trofei, tra cui la Champions League stessa, ma da quanto visto fino a oggi le aspettative non possono essere rosee, anzi. Non solo, infatti, sono arrivate due brutte sconfitte consecutive, ma non si sono visti progressi che possano lasciare qualche speranza per il futuro.

Ieri è stata la conferma che la restaurazione provata da Agnelli, richiamando Massimiliano Allegri alla guida della squadra per rinverdire i successi passati sta fallendo miseramente. È vero, i bilanci si stilano a fine stagione, ma a dicembre la situazione è davvero deprimente e preoccupante.

La squadra scende in campo senza idee, senza gioco, senza coraggio e voglia di vincere. Tutto è lasciato all'improvvisazione dei singoli che, ogni tanto, mascherano i limiti evidenti della Juventus. Una giocata di Dybala, un'accelerazione di Chiesa, un guizzo di Morata non bastano a fare dei bianconeri una squadra, anzi.


Dopo ogni sconfitta, Allegri continua a trincerarsi dietro parole ormai stucchevoli e surreali, sottolineando, appena ne ha la possibilità, i limiti della sua squadra. Eppure, sembra incapace di cambiare le cose. 

Le abilità di un allenatore si vedono proprio quando si ha a che fare con una rosa da costruire e da trasformare in squadra. E, fino a oggi, Allegri non solo ha fallito, ma ha penalizzato coloro che la scorsa stagione avevano trascinato la Juventus alla vittoria di due trofei.

Giocatori come Federico Chiesa, Matthijs de Ligt, Dejan Kulusevski sono diventati irriconoscibili, quest'ultimo, addirittura, è ormai disperso in panchina. Alcuni giocano fuori ruolo, altri scendono in campo nonostante evidenti limiti

D'altronde, Allegri non è mai stato un allenatore in grado di ricostruire, alla sua prima esperienza alla Juve era arrivato prendendo in mano una squadra già plasmata da Conte e trasformata in un gruppo vincente. 


Fatta eccezione per la partenza di Ronaldo e l'arrivo di Locatelli, la rosa è quella che la scorsa stagione ha vinto due trofei, eppure sembra un'altra squadra, sembrano calciatori che non hanno mai giocato insieme. 

Il malessere è profondo, sia tra i giocatori sia tra i tifosi e come primo bilancio della stagione c'è da salvare soltanto la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Tuttavia, per quanto visto a Londra contro il Chelsea, non ci sono motivi per pensare che la Juventus possa fare meglio delle ultime due stagioni.

Ad Allegri lasciamo il beneficio del dubbio, ma da qui in avanti nulla verrà perdonato, perché nessun tifoso della Juve si merita questa squadra, si merita questi giocatori, si merita questo allenatore e si merita una società allo sbando. 


(Marcello Gagliani Caputo)


sabato 27 novembre 2021

JUVENTUS-ATALANTA 0-1: COMMENTO E PAGELLE

 
Mentre sui giornali e sul web impazza la notizia delle indagini sulle plusvalenze ottenute dalla Juventus in questi ultimi anni, i bianconeri hanno affrontato una delle partite più importanti e delicate di questo difficile momento.

Dopo la brutta figura rimediata a Londra contro il Chelsea, la Juventus era chiamata alla riscossa contro l'Atalanta di Gasperini. L'imperativo era vincere per accorciare sul quarto posto e rimanere in scia delle prime in classifica e, invece, i bianconeri hanno perso di nuovo.

Per affrontare la partita, Allegri si è affidato, ancora una volta, ai soliti noti, senza una mezza idea innovativa o coraggiosa e, infatti, nel primo tempo l'Atalanta ha fatto ciò che ha voluto.

La Juventus è stata sempre bassa, Morata ha fatto, praticamente, il regista a centrocampo, Dybala ha difeso fino alla bandierina del calcio d'angolo, Chiesa è stato impalpabile, così la palla raramente è arrivata nell'area di rigore bergamasca ed è andata, molto più spesso, all'indietro

Proprio dall'ennesimo appoggio all'indietro è, infatti, arrivato il gol dell'Atalanta, abile a sfruttare tutti i limiti di una Juventus confusa, senza identità, senza gioco e senza punti di riferimento. 


Nel secondo tempo, la partita non è cambiata e nemmeno l'atteggiamento della Juventus, sempre più frenetica e imprecisa. I giocatori sono sembrati annebbiati e preda dell'ansia, non si è vista un'idea nemmeno a tirarla fuori con le pinze, tutto è stato lasciato all'improvvisazione dei singoli. 

Chi pensava che la debacle di Londra in Champions League fosse soltanto un episodio, ha preso un granchio grosso così. La Juventus è allo sbando, Allegri è il primo a non raccapezzarsi e Agnelli, diciamolo, poteva anche chiedere aiuto a qualcun altro. 

Il tempo è ormai scaduto, serve un vero atto di forza, perché noi tifosi non ci meritiamo questa Juve, non ci meritiamo questi giocatori, non ci meritiamo una società allo sbando. 


PAGELLE:

Szczesny 6: Non fa molto, perché l'Atalanta, soprattutto nel secondo tempo, prova ad amministrare il vantaggio. 

Cuadrado 5.5: La sua fantasia in avanti è spesso risultata decisiva per la Juventus, ora, costretto a giocare in difesa, diventa un'arma a salve. 

Bonucci 5: Anche per lui, un vero condottiero, una serata piena di affanno e di errori. 

De Ligt 5: Perde il match fisico contro Zapata e soffre più del solito, commettendo diverse disattenzioni. 

Alex Sandro 4: Passa la palla soltanto all'indietro, mai capace di puntare l'avversario o coraggioso ad affondare. 

Chiesa 5: Per larga parte del primo tempo è un ectoplasma e non riceve quasi mai la palla. Un lontanissimo parente del giocatore decisivo della scorsa stagione, sempre più penalizzato da un gioco involuto, troppo difensivo e poco coraggioso. Rimane negli spogliatoi per un infortunio. Dal 46' Bernardeschi 5.5: Ha il merito di metterci coraggio, provando a vivacizzare la manovra, ma si perde nelle sue giocate spesso inconcludenti.

Locatelli 6: Anche stavolta, come in altre partite, prova a fare l'uomo a tuttocampo, giocando sia davanti alla difesa che più avanti, ma è sempre troppo solo. 

McKennie 5.5: Ci mette la solita grinta, ma anche lui viene risucchiato inevitabilmente dall'inettitudine di una squadra incapace di giocare in modo organizzato. Esce anche lui per infortunio. Dal 64' Kean 5.5: Come per Morata, nemmeno a lui arrivano palloni da buttare dentro, nonostante corra tanto e si faccia vedere.

Rabiot 4.5: Paradossalmente è lo juventino che va più vicino al gol con un tiro da appena fuori area, ma per larghi momenti della partita nessuno si accorge che sia in campo. 

Dybala 6: Si impegna a cercare di dare un senso alla manovra d'attacco della Juventus, ma non può fare miracoli, costretto, troppo spesso, a ripiegare fino alla propria area di rigore. Colpisce la traversa su punizione nel recupero.

Morata 5: Altra prova generosa ma senza tiri in porta, ormai il centravanti passa più tempo a centrocampo che nell'area avversaria. Sarà solo colpa sua? Dall'84' Kaio Jorge SV: Allegri continua a umiliarlo facendogli giocare soltanto brevi spezzoni di partita.

Allegri 4: Chi continua, ottusamente, a difenderlo vuole il male della Juventus.  


(Marcello Gagliani Caputo)


venerdì 26 novembre 2021

JUVENTUS-ATALANTA: LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI

 

Alla vigilia della delicatissima sfida contro l'Atalanta, Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa della vigilia.

Per prima cosa, l'allenatore bianconero ha fatto chiarezza sulla situazione in infermeria che, lentamente, si sta svuotando: "Chiellini e Bernardeschi saranno a disposizione domani, De Sciglio sarà a disposizione martedì, Ramsey è ancora indisponibile. Dybala è in buone condizioni e credo che domani partirà dall'inizio. In questo momento si va avanti con la difesa a quattro".

Il mister è tornato a parlare della debacle di Londra in Champions League contro il Chelsea: "La squadra dopo una partita importante come quella contro la Lazio è arrivata a Londra e dopo un buon primo tempo si è sciolta, ma la partita da vincere, quella a Torino contro i campioni d'Europa, l'abbiamo vinta".


Riguardo il match contro l'Atalanta, decisivo per far rientrare la Juventus in corsa per il quarto posto, Allegri ha specificato che "le squadre di Gasperini giocano uomo a uomo a tutto campo, quindi è importante che il centravanti diventi il regista della squadra. Ci attende una grande sfida domani, poi dovremo affrontare bene le gare successive".

Sulle prestazioni altalenanti di Federico Chiesa, il mister ha detto che "con la Lazio ha fatto una buona partita, l'altra sera è stata una gara diversa, ma ha fatto buone cose anche a Londra. Tecnicamente è un giocatore di altissimo livello, la sua posizione è definita".

I dubbi di formazione sono ancora tanti, perciò l'allenatore non si è sbilanciato: "Non so la formazione che manderò in campo domani, ma sono contento di Arthur che è un professionista serio, ha entusiasmo e si mette sempre a disposizione della squadra. Questa è la cosa più importante".


Allegri dice la sua anche sul valore attuale della Juventus, dopo le diverse voci di mercato che si stanno susseguendo in questi giorni: "Siamo una squadra composta da giocatori di ottima qualità. Dobbiamo fare un percorso di crescita generale per migliorare i singoli giocatori e la squadra".

Un pensiero anche sul suo ritorno sulla panchina bianconera: "Il Presidente mi ha chiesto di tornare alla Juventus e collaborare con la società per far tornare la Juventus sostenibile ottenendo risultati. Ci metteremo tutto l'impegno perché questo succeda, la squadra ha bisogno di lavorare e ci vuole pazienza".

Infine, il mister esprime la sua idea su ciò che aspetta la Juventus: "Serve serenità per continuare a lavorare, la squadra è ottima. Abbiamo segnato meno gol di quelli che abbiamo nelle gambe fin qui e i numeri lo dimostrano. Il calcio si è evoluto, ma dalla differenza reti non si scappa: così si vincono i Campionati".


giovedì 25 novembre 2021

VERSO JUVENTUS-ATALANTA: LE ULTIME DAL CAMPO

 

Dopo la disfatta di Londra, in cui la Juventus ha perso 4-0 dopo 21 anni in Europa e 17 in Italia, i bianconeri sono proiettati verso il decisivo match di Campionato contro l'Atalanta.

Sarà una tappa fondamentale per capire se la sconfitta in Champions sia stata soltanto un episodio, oppure c'è sotto un malessere più profondo. Dopo aver recuperato cinque punti in due partite alle squadre di vertice, la rincorsa della Juventus non può e non deve fermarsi.


In vista della partita, qualche buona notizia arriva dall'infermeria che, lentamente, va svuotandosi. Giorgio Chiellini dovrebbe tornare a disposizione, pronto a fare a sportellata con Duvan Zapata, mentre Mattia De Sciglio dovrebbe, almeno, andare in panchina. Ancora fermi, invece, Federico Bernardeschi che ne avrà ancora per almeno una settimana e Danilo che rientrerà soltanto nel 2022

La formazione, dunque, non dovrebbe discostarsi molto da quella scesa in campo a Stamford Bridge, con l'eccezione di Paulo Dybala che, dopo i circa venti minuti giocati a Londra, dovrebbe ritrovare il posto da titolare.


Naturalmente, è da lui che ci si aspetta il salto di qualità, anche se la situazione a centrocampo continua a essere emergenziale. Eccezion fatta per Locatelli, infatti, nessuno degli altri giocatori sembra in grado di dare le dovute garanzie, per cui Allegri deciderà all'ultimo chi schierare tra Rabiot, Bentancur, Arthur e McKennie.

La partita si disputerà sabato 27 novembre alle ore 18.00 e verrà trasmessa in esclusiva su DAZN.


mercoledì 24 novembre 2021

JUVE, COSÌ NO!

 

Prendo in prestito un titolo tanto caro ad alcuni giornalisti antijuventini per riassumere, il giorno dopo, lo scivolone di Champions League della Juventus, sconfitta 4-0 a Londra dal Chelsea.

È vero, la partita non era decisiva, visto che i bianconeri erano già qualificati, ma era una di quelle occasioni per dimostrare la dimensione europea della squadra, reduce da quattro vittorie consecutive in Champions League

Invece, è stata una Caporetto, la Juventus è stata in partita soltanto per un tempo, poi si è sciolta come neve al sole, come una squadretta qualunque, come quelle che vanno in Europa e prendono 7 gol da compagini sconosciute e improbabili. Ci siamo perfino dovuti subire gli "olè" dei tifosi inglesi. 

Sotto i colpi degli inglesi, privi anche di due stelle come Lukaku e Havertz, si è vista una Juventus senz'anima e voglia di combattere, scesa in campo già sconfitta. Eppure, c'era in ballo il primo posto, c'erano in ballo un po' di milioni di euro che avrebbero fatto comodo.


Non si trattava di un'amichevole qualunque o di una partita inutile, come molti tifosi della Juve vogliono far credere. Era un banco di prova importante, la prima trasferta europea di un certo peso e la squadra di Allegri ha steccato malamente.

Si può dire che la rosa del Chelsea è migliore, che i giocatori sono molto più forti, che non ci può essere paragone tra le due squadre, ma io, allora, mi chiedo che cosa stiamo lì a fare? Siamo la Juventus o un qualsiasi sparring partner?

Ci giochiamo la Champions soltanto per passare il tempo? O vogliamo lasciare il segno in qualche modo? L'atteggiamento di squadra e allenatore è stato ingiustificabile, come ha detto lo stesso Szczesny nel dopo partita, "le partite si possono anche perdere, ma non in questo modo".


Ieri non era obbligatorio vincere, per carità, ma era obbligatorio giocare, offrire una prova di continuità e di fiducia. E questo non è successo. Anzi.

Dopo un primo tempo accettabile, la squadra non è tornata in campo, si è disunita, ha staccato la spina. Un comportamento di insopportabile superficialità che va contro il dovere di onorare la maglia e umilia quei tifosi che erano presenti allo stadio.

La verità è che ieri sera abbiamo subito l'ennesima lezione di calcio, un calcio pensato e vissuto in maniera antitetica alla filosofia del nostro allenatore e, più ampiamente, del movimento calcistico italiano.

Il Chelsea ha vinto non soltanto perché è più forte, ma perché i suoi giocatori corrono di più e si divertono, l'allenatore mette in campo le sue idee e vuole che i tifosi, sugli spalti, guardino una bella partita.

Questi concetti sembrano tabù in Italia, ma in Europa sono il cardine su cui si costruiscono le vittorie. La crisi economica, gli sceicchi, il Covid, potete tirare fuori tutte le scuse del mondo, ma il vero problema della Juventus e del calcio italiano è la deprimente mancanza di idee e di voglia di cambiare mentalità. 


(Marcello Gagliani Caputo)


martedì 23 novembre 2021

CHELSEA-JUVENTUS 4-0: COMMENTO E PAGELLE

 

Nella penultima giornata del girone H di Champions League, la Juventus era attesa alla sfida più difficile, in casa dei campioni in carica del Chelsea, ma ne è uscita con le ossa rotta, umiliata 4-0.

Con la qualificazione agli ottavi di finale matematicamente raggiunta, il match era fondamentale per arrivare primi nel girone e sperare in un sorteggio più benevole, ma fin dalle prime battute si è intuito che l'obiettivo di Allegri fosse lo 0-0.

Rispetto alla vittoria di Roma contro la Lazio, il mister ha apportato soltanto una modifica, ovvero Bentacur a centrocampo al posto di Cuadrado, spostato a destra nella posizione dell'infortunato Danilo

Come nelle previsioni, il Chelsea è partito subito forte, pressando e costringendo la Juventus a difendere bassa. Tuttavia, gli inglesi non sono mai stati pericolosi e il gol del vantaggio è arrivato casualmente, su calcio piazzato e viziato da un fallo di mano di Rudiger.

Fino al gol del Chelsea, i bianconeri si erano difesi con ordine ed erano parsi pronti ad affondare. Infatti, non appena la squadra di Tuchel ha abbassato i ritmi, la Juventus è uscita ed è andata vicinissima al pareggio con Morata, fermato soltanto da un miracolo di Thiago Silva.


Nel primo tempo, gli undici di Allegri non hanno sfigurato affatto e hanno affrontato i campioni in carica con il giusto piglio. Tuttavia, come spesso accade, alcuni singoli non sono stati all'altezza, soprattutto Cuadrado, Bentancur e Rabiot, protagonisti di troppi errori tecnici, proprio quelli che Allegri aveva chiesto di evitare.

Inevitabilmente, di fronte a una squadra che, nel secondo tempo, è scesa con la stessa determinazione del primo, tutti i limiti della Juventus sono venuti a galla e il Chelsea ha dilagato nel primo quarto d'ora della ripresa, segnando due gol in pochi minuti.

Gli inglesi hanno dominato fisicamente, più velocidecisi nel recupero palla e più forti nei contrasti uno contro uno. Alcuni juventini sono parsi spaesati, incapaci di giocare a livelli a loro sconosciuti.

Nonostante la qualificazione già ottenuta, per la Juventus è stata una vera debacle, figlia, in parte, dell'arroganza di Allegri nel dare infinite chance a chi, già da tempo, ha dimostrato di non meritarsele.

Questa sera sono mancati la testa e il fisico, la prima condizionata dal tentativo di difendere lo 0-0, figlio della filosofia di Allegri, il secondo umiliato dal dominio dei giocatori del Chelsea, fisicamente strabordanti e molto più vogliosi di vincere.

Il primo posto nel girone, a questo punto, diventa quasi impossibile, anche a causa della differenza reti, ma la cosa più importante è cancellare una serata da incubo e voltare pagina. Magari imparando anche qualcosa, ma forse è chiedere troppo. 


PAGELLE:

Szczesny 6.5: Prova a limitare i danni, ma, soprattutto nel secondo tempo, i tiri gli arrivano da ogni parte.

Cuadrado 4: Soffre tantissimo l'atleticità degli avversari, lasciando praterie e sbagliando diverse volte il tempo di intervento. Fuori fase. Dall'81' De Winter: SV

Bonucci 6: Prova in tutti i modi a tenere unita la squadra, ma stasera nessuno poteva fare qualcosa.

De Ligt 6: Anche lui gioca con intensità e chiude quanto possibile, ma il filtro del centrocampo non esiste e le cose si fanno sempre più difficili. 

Alex Sandro 4: James lo fa impazzire, ma pure lui ci mette del suo piazzandosi in maniera incomprensibile nell'azione del 2-0. Mai in partita. 

Bentancur 2: Il peggiore in campo, inguardabile, distratto e commette una marea di errori. Sarebbe ora che allenatore e dirigenza facessero una seria riflessione sulla sua utilità. Dal 59' Dybala 6: Entra a giochi ormai fatti, giusto per aumentare i minuti sulle gambe.

Rabiot 3: Dopo qualche segnale di vita emerso all'Olimpico contro la Lazio, il francese è tornato subito irritante e inutile.

Locatelli 6.5: Prova a prendersi sulle spalle l'intero centrocampo, ma è troppo anche per lui, nonostante l'impegno e il sacrificio. Dal 67' Arthur 5: Anche per lui sarebbe arrivato il momento di fare le valigie.

McKennie 6: Corre e si impegna, cercando di mettere le pezze per i compagni assenti ingiustificati, così non haquasi mai la possibilità di proporsi in avanti.

Chiesa 5: Si attendeva molto da lui, ma stasera ha toccato pochissimi palloni, un po' perché costretto a ripiegare in difesa per aiutare Alex Sandro in costante difficoltà e un po' perché la squadra non attacca. Dall'80' Kulusevski: SV

Morata 4.5: Gioca in una squadra incapace di servirlo in maniera adeguata, ma non ci mette nemmeno la cattiveria necessaria per un centravanti. Dal 67' Kean 6: Prova a dare più fisicità di Morata, ma ormai la partita è compromessa.

Allegri 4: In queste partite emergono tutti i suoi limiti e, soprattutto, la sua arroganza di affrontare i campioni in carica puntando sullo 0-0. Tarda nei cambi e li effettua soltanto a partita compromessa, ovvero quando i suoi piani sono andati in frantumi. Stasera il nostro "cortomusista" ha subito una vera lezione di calcio, ma lui rimane arroccato nella sua preistorica filosofia. 


CHELSEA-JUVENTUS: PRECEDENTI E PROBABILI FORMAZIONI


Il match di stasera tra Chelsea e Juventus potrebbe essere decisivo per il primo posto nel girone H di Champions League. I bianconeri, infatti, hanno già vinto la partita di andata e se anche a Londra otterranno un risultato positivo, metteranno in cassaforte il primato.

Tra Chelsea e Juventus sarà il sesto scontro diretto e sempre in Champions League, ma fino a oggi i bianconeri non sono mai riusciti a portare a casa una vittoria. Negli ottavi di finale del 2009, infatti, gli inglesi si sono imposti per 1-0 (gol di Drogba), mentre nella fase a gironi della stagione 2012-13, il risultato è stato di 2-2.

Tuttavia, negli ultimi anni le trasferte in terra inglese della Juventus sono andate piuttosto bene, dall'1-2 ottenuto a Manchester contro il City nel settembre 2015, fino all'1-2 ai danni del Tottenham nell'anno della finale di Cardiff. Infine, c'è anche uno 0-1 conquistato a Old Trafford contro il Manchester United nella stagione 2016-17. 


L'ultima sconfitta oltre Manica risale a oltre dieci anni fa, quando la Juventus di Del Neri perse 4-1 in casa del Fulham, partita di Europa League.

Come detto da Allegri ieri durante la conferenza stampa della vigilia, i dubbi di formazione sono ancora tanti, ma gli schieramenti più probabili dovrebbero essere i seguenti:

Chelsea: Mendy, Christensen, Silva; Rudiger, James, Kanté; Jorginho, Chilwell, Mount; Pulisic, Werner - All. Tuchel

Juventus: Szczesny, Cuadrado, Bonucci; De Ligt, Alex Sandro, McKennie; Locatelli, Bentancur, Rabiot; Chiesa, Morata - All. Allegri 

La partita avrà inizio alle ore 21.00 e verrà trasmessa su SKY e in chiaro su Canale5.


lunedì 22 novembre 2021

CHELSEA-JUVENTUS: LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI E MATTHIJS DE LIGT

 
Dopo la fondamentale vittoria ottenuta a Roma contro la Lazio, per la Juventus torna la Champions League. Ad attendere i bianconeri, il Chelsea di Lukaku, attualmente al secondo posto nel girone dietro proprio alla squadra di Allegri.

Con la qualificazione agli ottavi di finale già in tasca, per la Juventus si tratterà di una partita decisiva per il primo posto in classifica, importante sia per il sorteggio sia per le casse della società.

Tuttavia, per Allegri non sarà facile decidere chi schierare in campo, soprattutto dopo la brutta notizia riguardante Danilo che sarà costretto a restare fermo per circa due mesi, a causa del grave infortunio (lesione all'adduttore) rimediato sabato sera contro la Lazio. 


Alla consueta conferenza stampa della vigilia, sono intervenuti Massimiliano Allegri e Matthijs de Ligt. Il primo a rispondere alle domande dei giornalisti è stato proprio il difensore olandese, secondo cui il match di domani sera fa parte delle partite «belle da giocare, è fondamentale restare compatti. Il Chelsea ha qualità, bisogna giocare da Juve. Giochiamo per arrivare primi nel nostro gruppo, ma guardiamo partita per partita».

A chi gli domanda quale sia il suo sogno in questo momento, de Ligt risponde che «sogno di vincere la Champions come tutti, ma non è facile. Però dobbiamo lavorare duramente per arrivare al massimo risultato, stiamo migliorando e bisogna continuare così. Dopo il ritiro abbiamo vinto due partite, è la cosa più importante. Ora mi sento con uno spirito diverso, le tre soste sono state difficili per noi ma per avere continuità è importante stare insieme, ora arriva un periodo in cui potremo farlo. Ma dopo il ritiro abbiamo capito cosa bisogna fare per essere la Juventus, bisogna avere lo spirito giusto che ho visto contro la Fiorentina e contro la Lazio».

L'olandese ha detto la sua anche sulla differenza di rendimento che ha contraddistinto le prestazioni della Juventus in Campionato e in Champions League: «Differenze col campionato? In Champions le partite sono diverse, le squadre forti lasciano più spazio per le ripartenze di giocatori di gamba come Chiesa e Morata. Contro le piccole del campionato, invece, c'è meno spazio, quindi dobbiamo trovarlo col gioco e in questo dobbiamo migliorare».

Infine, un commento sulla sua situazione contrattuale: «Per il momento non ne stiamo parlando, sto pensando al campo perché anche in campionato siamo un po' in difficoltà e c'è bisogno di giocatori che stiano concentrati solo sulle partite».


Arrivato il turno di Massimiliano Allegri, la prima domanda per l'allenatore bianconero non poteva che essere sul rientro di Paulo Dybala: «Non so se ha minuti nelle gambe, perché non gioca da un po'. Ma lui e Kulusevski sono convocati, quello sì. Abbiamo delle scelte da fare, ci sono quattro difensori tra cui De Winter. In mezzo al campo ci sono tutti. Kulusevski ha saltato l'ultimo allenamento per un problema al dente, ma è a disposizione».

Sull'importanza della partita, il mister ha sottolineato come «domani ci giochiamo il primo posto con la squadra in testa in Premier League e che l'anno scorso ha vinto la Champions; è un test molto importante per noi». 

Riguardo, invece, agli infortuni, il mister ha precisato che «Danilo sarà fuori per due mesi, De Sciglio dovrebbe tornare con l'Atalanta e per quella dopo, Chiellini mercoledì sarà con la squadra, mentre Bernardeschi ne avrà ancora per un po'»

I dubbi sulla formazione da schierare domani sera sono ancora tanti, soprattutto in attacco dove, secondo Allegri, potrebbero trovare spazio sia Morata sia Kean: «Rabiot era in crescita prima del Covid, poi ha avuto un momento di difficoltà. La cosa più importante è che tutti pensino a crescere e migliorare. Kean può giocare, devo decidere tra lui e Morata, ma magari faranno un tempo a testa. Entrambi hanno giocato bene a Roma».

Infine, si è tornato a parlare di Cristiano Ronaldo e del problema gol che affligge la Juventus: «Cristiano Ronaldo è stato capocannoniere ovunque, è difficile trovare i suoi gol. Noi abbiamo tanti giocatori che possono segnare, ma in questo momento non ci riusciamo. Sicuramente li troveremo».


LEONARDO BONUCCI A UN PASSO DA GIAMPIERO BONIPERTI

 

La doppietta realizzata nel match contro la Lazio ha confermato l'importanza fondamentale di Leonardo Bonucci in questa nuova Juventus targata Max Allegri.

Seppur un approccio non proprio ideale dello stesso allenatore che, durante la conferenza stampa di presentazione, non si era tirato indietro nel mettere in chiaro i ruoli all'interno della squadra, Bonucci non si è scoraggiato e si è conquistato, giorno dopo giorno, la fiducia di Allegri e dei compagni. 

L'ormai famosa battuta sulla fascia di capitano che, secondo il mister, Bonucci avrebbe potuto comprare per giocarci in piazza con gli amici, non ha scalfito la forza del difensore che già pochi giorni dopo aveva gettato acqua sul fuoco, dichiarando di averci riso sù, "perché so che il mister fa spesso battute di questo tipo. A me interessa fare i fatti in campo, perché come dice Allegri le chiacchiere se le porta via il vento. Conosco il mio ruolo da leader dentro e fuori dal campo, con o senza fascia". 

Infatti, nonostante fosse partito indietro nelle gerarchie, Bonucci la fascia e la fiducia dell'allenatore se l'è conquistata sul campo, complici anche le frequenti assenze di Chiellini e Dybala.


La sontuosa prestazione dell'Olimpico non fa altro che confermare la sua personalità e, soprattutto, la sua importanza in campo e nello spogliatoio, con o senza fascia di capitano. 

Anche i numeri danno ragione a Bonucci che, fino a oggi, risulta essere il calciatore juventino più schierato da Allegri da sempre, nonostante la parentesi con la maglia del Milan. 

Di traguardi, il difensore ne ha già raggiunti parecchi, ma dopo la partita con la Lazio se n'è avvicinato un altro e molto importante, ovvero raggiungere Giampiero Boniperti per il numero di presenze nel club in tutte le gare ufficiali. Sabato scorso, infatti, Bonucci è arrivato a quota 457, a soltanto due lunghezze dalla leggendaria bandiera juventina. 


Una scalata che parte da lontano e che ha visto il difensore salire con vertiginosa velocità la classifica, avvicinandosi ad altri grandissimi nomi come Gigi Buffon, Giorgio Chiellini, Alessandro Del Piero, Beppe Furino e Gaetano Scirea. 

Per quanto fatto vedere fino a oggi, Bonucci è un giocatore fondamentale per ridare un'identità alla Juventus ed è anche uno dei difensori più prolifici della storia bianconera. 

Con la doppietta contro la Lazio, è arrivato a 41 gol in 613 partite, a cui si aggiungono 12 assist. A questi numeri, naturalmente, si sommano quelli collezionati con la Nazionale, dove il difensore ha realizzato 8 reti e 6 assist in 114 presenze

Negli ultimi dieci anni, nessun altro ha fatto meglio di lui. 


(Marcello Gagliani Caputo)


domenica 21 novembre 2021

MAURIZIO SARRI: SE QUESTO È UN UOMO


Che Maurizio Sarri fosse una persona dal carattere quanto meno particolare, lo sapevamo tutti. Tuttavia, le sue dichiarazioni nel dopo partita di Lazio-Juventus hanno lasciato stupiti e indignati i tifosi della squadra bianconera.
 
Basterebbe leggere i numeri della partita di ieri sera per capire che la Lazio non avrebbe neppure meritato il pareggio, eppure Sarri ha recriminato su tutto, a cominciare dai due rigori nettissimi concessi dall'arbitro.

Eccezion fatta per il possesso palla, a favore dei biancocelesti (58% contro 42%), le statistiche parlano chiaro a favore della Juventus che ha vinto il 55,6% dei duelli, ha raggiunto il 62,5% nella precisione dei cross e, soprattutto, ha effettuato 11 tiri in porta (5 nello specchio) contro gli 8 della Lazio (soltanto uno nello specchio).

Nonostante una partita chiaramente dalla parte dei bianconeri, cinici ad approfittare degli errori avversari, Sarri è riuscito a soffermarsi soltanto sugli episodi e a sottintendere favori arbitrali: "Hanno vinto da Juve. Rigorino per il vantaggio, poi fase difensiva bassa e contropiede". 

Poi, ha attaccato direttamente l'arbitro Di Bello: "Il primo rigore mi sembra un chiaro errore del Var. L'arbitro è lì a due metri e il Var è nato per correggere errori clamorosi: l'ho detto a Di Bello, è quello che Gasperini chiama 'rigorino', li danno solo in Italia".


Qualcosa visto, evidentemente, soltanto da lui e da qualche altra manciata di tifosi della Lazio, perché stavolta nessuno, neppure i più agguerriti antijuventini, hanno avuto nulla da dire sulla correttezza delle decisioni arbitrali.

Sarri, evidentemente, sa bene che bisogna sempre lamentarsi quando si subisce un rigore contro la Juve, visto che poi tutti i giornali danno eco alle proteste, perfino quando sono ingiustificate come in questo caso.

È una strategia che molti allenatori e dirigenti cavalcano appena possono, ma per quanto visto ieri, risulta davvero ridicolo e patetico. L'estremo e disperato tentativo di un uomo che serba ancora rancore e rabbia.

Come se non bastasse, poi, Sarri ha voluto metterci il cosiddetto "carico", lanciando l'ennesima frecciata velenosa ai tifosi della Juventus, compresi, naturalmente, quelli che lo hanno sostenuto durante la sua unica stagione sulla panchina bianconera: "Juventus? Sono felice di aver vinto lo scudetto a Torino, della reazione dei tifosi bianconeri non me ne frega niente. Io ho solo lavorato per la Juventus, non sono mai stato juventino".

 

Una pessima caduta di stile che evidenzia, ancora una volta, l'incapacità dell'allenatore di saper riconoscere i meriti degli avversari. 

D'altronde, Sarri è quello dello scudetto perso in albergo e che, spesso, ha accampato scuse a dir poco paradossali, come l'orario delle partite, le ore trascorse tra un match e l'altro e perfino la lunghezza dell'erba del campo di gioco.

Ed è anche colui che, proprio ai tempi della Juventus, ebbe il coraggio di dire nel post di Napoli-Juventus che "sono contento per quei ragazzi, a cui sono e rimarrò legato per sempre. Se proprio bisogna perdere, meglio con loro". 

Il "sarrismo" sarà anche entrato a far parte della Treccani, ma ormai la pochezza dell'uomo Sarri ha surclassato i suoi limiti come allenatore. 

Per fortuna, non è più un problema della Juventus e dei suoi tifosi.


(Marcello Gagliani Caputo)


sabato 20 novembre 2021

LAZIO-JUVENTUS 0-2: COMMENTO E PAGELLE

 

Dopo la pausa per le Nazionali, la Juventus è tornata in campo per la tredicesima giornata di Campionato, all'Olimpico di Roma contro la Lazio dell'ex Maurizio Sarri

Senza Dybala, Bernardeschi e Chiellini, Allegri ha puntato su un inedito 3-5-2, con la sorpresa Luca Pellegrini a sinistra e Chiesa e Morata in avanti. Le chiavi del centrocampo sono state messe in mano a Locatelli, affiancato da un McKennie in formissima e con Rabiot e Cuadrado sulle fasce.

Dopo una partita molto tesa e nervosa, la Juventus torna a casa con tre punti fondamentali che danno continuità alla squadra di Allegri e, soprattutto, le permettono di agganciare proprio la Lazio al quinto posto in classifica.


Nel primo tempo, la Lazio è partita molto forte, insediandosi stabilmente nella metà campo della Juventus, facendo girare la palla da una parte all'altra del campo, ma senza tirare mai in porta. 

Per i biancocelesti, l'assenza di Immobile si è fatta sentire, così alla prima occasione, un fallo ingenuo di Cataldi su Morata, ha costretto l'arbitro a concedere un calcio di rigore ai bianconeri, poi perfettamente realizzato dal capitano Bonucci

Dopo qualche minuto di sbandamento, la Lazio ha ripreso ad attaccare, ma è stata la Juventus ad avere altre due occasioni per raddoppiare. La difesa bianconera non è mai stata messa in affanno e Szczesny ha dovuto soltanto controllare qualche pallone vagante. 

In vantaggio, nel secondo tempo Allegri ha potuto organizzare la partita a suo piacimento, ovvero dieci dietro la palla e contropiede. 

La Lazio non è riuscita mai a essere pericolosa, spenta davanti e poco creativa a centrocampo. I biancocelesti, però, devono recriminare per i due errori singoli davvero ingenui, entrambi puniti giustamente con il calcio di rigore. 

La Juventus è stata brava a essere cinica e a giocare di squadra, sacrificandosi e approfittando di ogni spazio e ripartenza che la Lazio le ha consentito. 

Tuttavia, rimane ancora il problema del gol, perché anche oggi le occasioni da rete si contano sulle dita di una mano. 

Una di quelle vittorie che piacciono tanto ad Allegri e ai suoi estimatori, ovvero pratica ma poco spettacolare.

 

PAGELLE:

Szczesny 6: Se non fosse per qualche palla sporca che arriva in area, il polacco potrebbe pure farsi un pisolino.

Danilo SV: La sua partita dura poco più di 10 minuti, esce dal campo con le mani sul volto bagnato dalle lacrime. Dal 13' Kulusevski 6.5: Ci mette un po' a carburare, ma soprattutto nel secondo tempo tira fuori le unghie e gioca a tutto campo, difendendo e ripartendo. 

Bonucci 7.5: Sigla la sua prima doppietta in carriera, anche se su calcio di rigore, ma ora come ora è un giocatore indispensabile per la Juventus. La sua intelligenza tattica e i suoi piedi educati gli consentono di essere un pilastro. 

De Ligt 7.5: Il re della difesa, con lui non passa nessuno. Vince tutti i contrasti e tutti i duelli, davvero insuperabile. 

Pellegrini 6.5: Parte un po' titubante e commette qualche errore di troppo, poi prende confidenza e cresce soprattutto nel secondo tempo. Alla seconda da titolare, dà le risposte giuste.

Cuadrado 6: Un po' superficiale in alcune occasioni, perciò si becca un paio di sfuriate da parte di Allegri.

Locatelli 7: Gioca una partita a 360°, attentissimo sia nel posizionamento che nel farsi trovare dai compagni quando la difesa è sotto pressione. Gioca davanti la difesa, gioca a centrocampo e non si fa pregare quando è il momento di correre in avanti. Dal'88 Bentancur SV

McKennie 6.5: Meno spumeggiante del solito, ma fa sentire la sua presenza sia a centrocampo sia in difesa dove, soprattutto nel finale, si erge a barriera. 

Rabiot 6: Finalmente un segno di vita da parte del francese che, seppur con la sua consueta andatura un po' caracollante, stavolta riesce a metterci un po' di grinta.

Chiesa 7.5: Quando decide di affondare non ce n'è per nessuno. Tra slalom e accelerazioni impressionanti, fa ammattire la difesa della Lazio e si guadagna il secondo rigore. 

Morata 6: Gioca con la consueta generosità, ma i palloni gli arrivano con il contagocce e troppo spesso difficili da gestire. Nel secondo tempo gioca più a centrocampo che in attacco. Dal 74' Kean 7: Entra in campo col piglio giusto e va vicino al gol in un paio di occasioni.  

Allegri 6.5: Sorprende schierando una formazione quasi sperimentale, ma riesce a gestire bene sia i cambi sia la partita, soprattutto dopo il vantaggio.  


(Marcello Gagliani Caputo)


venerdì 19 novembre 2021

LAZIO-JUVENTUS, LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI

 
Alla vigilia della tredicesima giornata di Serie A che vedrà la Juventus impegnata a Roma contro la Lazio dell'ex Maurizio Sarri, l'allenatore bianconero Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa.

Dopo la vittoria ottenuta all'ultimo secondo contro la Fiorentina, la Juventus è tenuta a riprendere la rincorsa in classifica, per non perdere terreno dalle prime e agganciare la zona Champions League

La prima domanda è sull'avversario, considerato da Allegri uno dei più temibili: «Domani si affrontano le squadre che negli ultimi 10 anni si sono divise i trofei, tranne qualche caso. È una bella sfida. Sarà una gara difficile. La Lazio ha giocatori tecnici. Dobbiamo essere bravi in fase di non possesso. Sarri è un ottimo allenatore, che ha vinto l'ultimo Scudetto qui e ha fatto un buon lavoro».


Riguardo la possibile assenza di Paulo Dybala, alle prese con un infortunio rimediato in Nazionale, Allegri ha precisato che «Oggi Dybala proverà a fare allenamento. C'è la sua voglia di esserci ma dobbiamo essere prudenti perchè abbiamo tante partite nel prossimo periodo».

Qualche parola anche sul rientro di Moise Kean e su Adrien Rabiot, messosi in evidenza in Nazionale: «Kean ha lavorato bene ed è a disposizione domani. Rabiot è tornato bene dalla Nazionale».

Ancora guai, invece, per Aaron Ramsey, dopo le belle prove con il Galles: «Ramsey ha avuto un risentimento al flessore durante l'allenamento di ieri, è da valutare». 

Infortunato anche Federico Bernardeschi, che rimarrà fuori «per altri 15-20 giorni. È un giocatore che stava facendo bene e speriamo rientri nella maniera giusta».


Allegri ha le idee chiare su cosa aspettarsi da Federico Chiesa e gli chiede «di fare gol», mentre elogia Arthur, di cui si dice «molto contento. È un giocatore pienamente recuperato e con grande entusiasmo».

L'allenatore non ha sciolto i tanti dubbi sulla formazione che scenderà in campo domani, ma l'opzione più probabile sembra la seguente:

Szczesny; Danilo, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Cuadrado, Locatelli, McKennie, Rabiot; Chiesa, Morata.