Con la
vittoria di ieri sera contro il
Cagliari, la
Juventus si è avvicinata ulteriormente alla
zona Champions League, ma ciò che è
emerso in queste ultime partite è, soprattutto, la
crescita esponenziale di
Federico Bernardeschi.
Per anni, l'ala bianconera è stata considerata un oggetto misterioso, capace di grandi giocate come di black out inspiegabili. Da quando è arrivato alla Juventus dalla Fiorentina, non era mai riuscito a esprimersi al meglio, frenato dai suoi stessi limiti caratteriali e comportamentali.
In questa
stagione, invece, sembra aver trovato il
giusto equilibrio e la propria dimensione, diventando uno dei
punti di riferimento della squadra di
Allegri, il quale, dal canto suo, ha il
merito di avergli dato
fiducia anche nei momenti meno fortunati.
A oggi,
Bernardeschi è uno dei giocatori
più importanti della Juventus, soprattutto per la sua
capacità di saltare l'uomo, ma, soprattutto, perché è
uno dei pochi che non ha paura a
rischiare e a provare qualche
giocata poco prevedibile.
Anche ieri sera, contro il Cagliari, mentre i suoi compagni di centrocampo si limitavano a passaggi elementari o, addirittura, preferivano dare la palla all'indietro piuttosto che verticalizzare, lui provava il dribbling, tirava in porta, cercava varchi in avanti al limite del razionale.
Il Bernardeschi di quest'anno sembra un calciatore diverso nella testa e nella fiducia. Ha trovato quella continuità che gli è sempre mancata e l'ovazione di ieri al momento della sua sostituzione, ha sugellato un ritrovato feeling anche con la tifoseria.
Per anni,
l'ex viola è stato uno dei più
criticati, è stato inserito spesso nella
lista dei partenti e, a volte, ammettiamolo, anche a
ragione. Tuttavia, questi
primi mesi della nuova
stagione ci stanno facendo vedere un
giocatore ritrovato.
Certo, spesso è un po' frenetico e va incontro a degli errori, ma, come si dice, chi non risica non rosica, per cui sembra proprio che sia arrivato, per lui, il momento di rimettersi in gioco, prendendosi i suoi rischi, ma facendo vedere di che pasta è fatto.
Un po' di
merito sarà anche di
Mancini e di
Allegri, i quali gli hanno dato
fiducia nonostante tutto, ma
gran parte del lavoro lo ha fatto da solo,
rimboccandosi le maniche e cercando di dare il suo
contributo in uno dei momenti più
delicati per la Juventus.
Certo, a ricadere dalle stelle alle stalle è un attimo, per cui speriamo che quanto ci ha fatto vedere Bernardeschi fino a oggi sia il segnale che tutti noi tifosi aspettavamo da anche troppo tempo.
(Marcello Gagliani Caputo)