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LEONARDO BONUCCI VINCE IL PREMIO COME MIGLIOR DIFENSORE DELL'ANNO

 

Si è svolta oggi, a Dubai, la cerimonia per la premiazione dei Globe Soccer Awards 2021 e, tra i vincitori, c'è Leonardo Bonucci, premiato come miglior difensore dell'anno.

Il centrale della Juventus ha visto così riconosciuta l'eccezionale stagione e, soprattutto, lo straordinario Campionato Europeo disputato con l'Italia e coronato dalla vittoria finale, dal gol contro l'Inghilterra e dal premio come migliore in campo nella finale di Wembley.


Oltre a Bonucci, tra i candidati come miglior difensore c'era anche l'altro centrale bianconero Giorgio Chiellini, ancora oggi celebrato per la grinta e lo spirito di sacrificio mostrato durante l'Europeo.

Si è trattata di un'edizione molto italiana, visto che i premi andati alla Nazionale sono stati diversi. Oltre a Bonucci, infatti, Gianluigi Donnarumma ha vinto il premio come miglior portiere e Roberto Mancini quello di allenatore dell'anno


Infine, l'Italia è stata nominata Nazionale dell'anno e la Serie A è stata premiata nella categoria "Premio all'Innovazione". Una vera boccata d'ossigeno per il calcio italiano, ancora indietro rispetto ad altri Campionati europei, ma in costante crescita.

Il prossimo passo, sperando che il 2022 possa darci le stesse gioie e soddisfazioni dell'anno che si sta per concludere, sarà la qualificazione ai prossimi Mondiali, ancora in bilico e che si deciderà a marzo e sulla quale si è espresso lo stesso Leonardo Bonucci: «Dopo un grande 2021, dobbiamo centrare a marzo l’obiettivo di qualificarci per il Mondiale».


LA RINASCITA DI FEDERICO BERNARDESCHI

 
Con la vittoria di ieri sera contro il Cagliari, la Juventus si è avvicinata ulteriormente alla zona Champions League, ma ciò che è emerso in queste ultime partite è, soprattutto, la crescita esponenziale di Federico Bernardeschi.

Per anni, l'ala bianconera è stata considerata un oggetto misterioso, capace di grandi giocate come di black out inspiegabili. Da quando è arrivato alla Juventus dalla Fiorentina, non era mai riuscito a esprimersi al meglio, frenato dai suoi stessi limiti caratteriali e comportamentali.

In questa stagione, invece, sembra aver trovato il giusto equilibrio e la propria dimensione, diventando uno dei punti di riferimento della squadra di Allegri, il quale, dal canto suo, ha il merito di avergli dato fiducia anche nei momenti meno fortunati.


A oggi, Bernardeschi è uno dei giocatori più importanti della Juventus, soprattutto per la sua capacità di saltare l'uomo, ma, soprattutto, perché è uno dei pochi che non ha paura a rischiare e a provare qualche giocata poco prevedibile.

Anche ieri sera, contro il Cagliari, mentre i suoi compagni di centrocampo si limitavano a passaggi elementari o, addirittura, preferivano dare la palla all'indietro piuttosto che verticalizzare, lui provava il dribbling, tirava in porta, cercava varchi in avanti al limite del razionale.

Il Bernardeschi di quest'anno sembra un calciatore diverso nella testa e nella fiducia. Ha trovato quella continuità che gli è sempre mancata e l'ovazione di ieri al momento della sua sostituzione, ha sugellato un ritrovato feeling anche con la tifoseria.


Per anni, l'ex viola è stato uno dei più criticati, è stato inserito spesso nella lista dei partenti e, a volte, ammettiamolo, anche a ragione. Tuttavia, questi primi mesi della nuova stagione ci stanno facendo vedere un giocatore ritrovato.

Certo, spesso è un po' frenetico e va incontro a degli errori, ma, come si dice, chi non risica non rosica, per cui sembra proprio che sia arrivato, per lui, il momento di rimettersi in gioco, prendendosi i suoi rischi, ma facendo vedere di che pasta è fatto. 

Un po' di merito sarà anche di Mancini e di Allegri, i quali gli hanno dato fiducia nonostante tutto, ma gran parte del lavoro lo ha fatto da solo, rimboccandosi le maniche e cercando di dare il suo contributo in uno dei momenti più delicati per la Juventus.

Certo, a ricadere dalle stelle alle stalle è un attimo, per cui speriamo che quanto ci ha fatto vedere Bernardeschi fino a oggi sia il segnale che tutti noi tifosi aspettavamo da anche troppo tempo. 


(Marcello Gagliani Caputo)