JUVENTUS-NAPOLI 1-1: DUE PUNTI PERSI O UNO GUADAGNATO?

 

All'indomani del pareggio contro il Napoli, si è aperto, inevitabile, il dibattito tra chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo considera, invece, mezzo vuoto.

Per la Juventus era la prima partita importante di un mese fondamentale per il suo futuro, eppure si è avuta la sensazione che i bianconeri non l'abbiano affrontata con il giusto piglio e l'adeguata voglia di portare a casa i tre punti.

Si è vista una squadra che ha giocato a folate, alternando momenti di autentico sonno in campo ad accelerate improvvise. Troppa discontinuità che non ha permesso ai bianconeri di avere il controllo della partita, per buona parte dei due tempi in mano al Napoli.

Certo, per come si erano messe le cose, il pareggio è il risultato meno penalizzante, ma la Juventus non può accontentarsi di non perdere, perché ha il dovere di vincere, sempre e, in particolare, in match decisivi come questo.


Sentendo le parole di Allegri a fine partita, l'allenatore della Juve ha dato la sensazione di aver visto un'altra partita: «Persa un’occasione? No, era uno scontro diretto, loro avevano quasi tutti i titolari, avevano fuori quattro giocatori e noi all’andata non ne avevamo sei, capitano queste cose. Siamo stati imprecisi e frettolosi, poi dopo il pari abbiamo messo pressione ma poi abbiamo giocato meno la palla. La classifica è rimasta invariata, ma abbiamo un punto in più del girone di andata».

Ormai le dichiarazioni del mister dopo le partite stanno diventando grottesche, buone giusto per coloro che si aggrappano con le unghie e coi denti a un muro ormai liscio e che mettono a nudo i difetti e i limiti di una squadra senza gioco e senza personalità.

Non è un caso, infatti, che i commenti dei giocatori siano stati molto diversi da quelli dell'allenatore, come nel caso di Manuel Locatelli, secondo cui «c’è un po' di rammarico perché volevamo vincere. È stata una buona partita come intensità. Abbiamo giocato come ci ha chiesto il mister ma dobbiamo riuscire a farlo per 90 minuti per portare a casa più punti possibili».

Per buona pace degli allegriani a prescindere e degli inguaribili ottimisti, con il pareggio di ieri sera la Juventus ha perso due punti nella rincorsa Champions e, soprattutto, ha dimostrato, ancora una volta, di non essere in grado di vincere uno scontro diretto con le squadre che la precedono in classifica. 


Ieri si doveva vincere e si doveva convincere, sia per l'importanza in ottica classifica sia per dare quella continuità di risultati che quest'anno non c'è mai stata. Si compie un passo in avanti e, subito dopo, se ne compiono due indietro.

Sono trascorsi ormai sei mesi dall'inizio della stagione, eppure non si vedono progressi né, tanto meno, la decantata mano del mago Allegri, ormai in balia dei suoi stessi limiti e arroccato a una concezione di calcio vecchia e obsoleta

Siamo nel mese del calciomercato di riparazione, eppure, per come stanno le cose, non si può neppure essere più sicuri che l'arrivo di qualche nuovo giocatore possa far cambiare la rotta alla squadra. 

La sensazione è che la stagione abbia ormai preso una direzione precisa e sarà davvero arduo, se non impossibile, sistemare le cose in corsa.


(Marcello Gagliani Caputo)


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