sabato 4 dicembre 2021

JUVENTUS-GENOA: LA CONFERENZA STAMPA DI MASSIMILIANO ALLEGRI

 

Alla vigilia di Juventus-Genoa, l'allenatore bianconero Massimiliano Allegri ha tenuto la consueta conferenza stampa in cui ha presentato la partita e fatto il punto sul momento che sta vivendo la squadra bianconera.

Su quanto sia importante il match di domani sera, Allegri non ha dubbi: «Bisogna cercare di tornare alla vittoria in casa, contro un Genoa che viene da due sconfitte e un pareggio, hanno un nuovo allenatore, giovane e molto bravo. Io alla Juve ho sempre faticato contro il Genoa: è da affrontare nel miglior modo possibile».

Sulla formazione, rimangono ancora alcuni dubbi da sciogliere, ma il mister ha dato qualche indicazione: «Dovrebbero giocare Pellegrini e Kulusevski. Far scendere in campo i giovani è testimonianza del lavoro della società, e insieme a loro servono anche i giocatori di esperienza: abbiamo un dicembre importante, tutti però devono recuperare».


Le decisioni da prendere rimangono, comunque, ancora diverse e in ogni reparto: «Rabiot in Nazionale francese gioca nei due di metà campo e fa molto bene; Morata e Kean mi hanno soddisfatto, vedrò chi far giocare domani, anche a centrocampo. Sono contento di come sta lavorando Arthur e Bernardeschi sta bene».

Allegri ha fatto il punto anche sugli infortunati: «La settimana prossima dovrebbero rientrare McKennie e De Sciglio, Ramsey non è ancora disponibile. Salerno è stata una buona partita, ma è la base di quello che dovremmo fare da qui a giugno: servono serenità, tranquillità e tecnica».


L'allenatore ha detto la sua anche sulla polemica infortuni e calendario troppo fitto: «Il calcio è cambiato molto con la pandemia: ci sono stati tanti stravolgimenti di calendari. Bisogna sedersi al tavolo e capire come far sì che ci siano meno infortuni».

Infine, un pensiero sul futuro della stagione, cominciata tra mille difficoltà: «L'ambiente vive in una serenità totale. Dobbiamo fare un filotto di vittorie e pensare solo al calcio. Riprenderci la scena? Siamo un po' in ritardo, bisogna lavorare».


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