martedì 2 novembre 2021

JUVENTUS-ZENIT SAN PIETROBURGO: PARLA CLAUDIO MARCHISIO


Mancano ormai poche ore al match di Champions League tra Juventus e Zenit San Pietroburgo, una partita potenzialmente decisiva per la qualificazione matematica dei bianconeri agli ottavi di finale.

Alla Juventus, infatti, basterà anche soltanto un punto per avere la certezza di arrivare almeno seconda nel girone e incassare i 25 milioni di euro previsti per le squadre che accedono alla fase a eliminazione diretta della Champions League.

A presentare il match è intervenuto anche il grande ex, Claudio Marchisio che, dopo aver giocato tutta la vita nella Juventus, ha chiuso la carriera proprio con la maglia dello Zenit.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex numero 8 bianconero ha parlato sia della sfida di stasera sia del momento delicato che sta attraversando la Juventus.


Riguardo la partita, Marchisio ha detto che sarà "molto diversa da quella dell’andata, perché lo Zenit è in crescita e arriva da due vittorie importanti che le hanno permesso di mettersi in sicurezza in campionato. All’andata contro la Juve non ha fatto granché, limitandosi a difesa e contropiede, un po’ come i bianconeri con il Chelsea, stavolta mi aspetto Azmoun titolare al posto Dzyuba e un atteggiamento molto più spavaldo. Si giocheranno l’all in per cercare di raggiungere il secondo posto: non sarà una partita facile per la Juventus".

Come detto, l'ex centrocampista ha analizzato anche il momento buio che sta attraversando la Juventus, reduce da due sconfitte consecutive in Campionato e in ritiro fino a sabato: "Dopo la brutta partenza aveva trovato un minimo di equilibrio ma non una vera identità: quasi ogni partita vediamo una formazione diversa, significa che Allegri non ha ancora trovato il suo undici. Lo step successivo doveva essere il gioco, che però non è arrivato. Max stesso dopo lo Zenit ha detto che non vedeva ancora la sua Juve. Si capiva che non fosse soddisfatto nonostante il filotto di vittorie. Forse questo è davvero l’anno zero, che servirà a capire dove può arrivare questa Juve".

Marchisio non ha una soluzione al problema, ma sottolinea come "la classifica al momento dice che la Juventus è fuori dalle Coppe e un club così importante non può permetterselo. La situazione è complicata, ci vorrebbe tempo che però non c’è, perché a novembre la squadra doveva essere più avanti, bisogna recuperare se stessi e la voglia di vincere. Allegri ha l’esperienza per sistemare le cose, idem i giocatori che sono persone responsabili oltre che capaci. Sento dire spesso che la rosa bianconera è scarsa, ma non è affatto così. Ci sono campioni europei e altri che giocano in nazionali importanti. In tanti possono dare la scossa".

Come è già stato evidenziato da tanti, uno dei problemi di questa Juventus sembra la mancanza di carattere e di DNA Juve, come lo stesso Principino ha evidenziato: "La Juve ha cambiato tanto negli ultimi anni e ha perso il suo DNA, che significa lottare su ogni pallone, non arrendersi mai. Non ricordo tante Juve del passato che giocassero bene, ma erano tutte schiacciasassi".

Infine, Marchisio si sofferma sul paragone azzardato con la Juventus del 2015-16, appena reduce dalla finale di Champions League: "Venivamo da una stagione sfibrante, in cui eravamo arrivati in finale di Champions, in estate avevamo perso Pirlo e Vidal e abbiamo iniziato con tutto il centrocampo infortunato e Padoin regista. Semmai vedo più punti in comune con la Juve di Delneri che arrivò settima e questo deve essere un campanello d’allarme. Ricordo che dopo ogni passo falso ci dicevamo “vabbé ma tanto piano piano recuperiamo”. Eravamo convinti di arrivare in Champions e invece siamo andati avanti tra alti e bassi. Quando entri in una spirale negativa non è così facile tirarsene fuori, anche la fortuna ti gira le spalle".

Intanto, da quanto emerge Allegri dovrebbe mandare in campo una formazione con ancora molti cambiamenti rispetto all'ultima partita.

Questa i probabili undici in campo: Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Chiesa, McKennie, Locatelli, Bernardeschi; Morata, Dybala.


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