Vivacchiando vivacchiando...

Dopo un ciclo da horror, la Juventus è tornata a vincere una partita, seppur in modo a dir poco rocambolesco. L'impegno casalingo contro il Frosinone (eh sì, il Frosinone in sedicesima posizione in classifica, mica l'Inter o il Milan) è stato un'altalena di emozioni che ha visto i bianconeri prima rimontati e poi rimontare e vincere al 95' grazie a una zampata di Daniele Rugani (eh sì, proprio lui, la riserva di Alex Sandro). Il 3-2 conquistato coi denti e solo grazie a uno straordinario Dusan Vlahovic, in grado di caricarsi la squadra sulle spalle e segnare una doppietta è stato, per alcuni, una goduria infinita, per altri soltanto l'ennesimo spettacolo deprimente e privo di ogni significato se non quello matematico.



In campo si è vista la solita Juventus targata Allegri, ossia lenta, impacciata, confusa e scarica, così dopo un promettente inizio che ha portato al vantaggio, non è stata in grado di reggere l'urto del Real Frosinone che, nel giro di una manciata di minuti, ha ribaltato la situazione. C'è voluta un'altra magia di Vlahovic per ristabilire la parità e poi, nel secondo tempo, si è giocata una partita tra scapoli e ammogliati, con la Juventus che provava a segnare, ma non riusciva a creare limpide occasioni da gol e con Szczesny che ogni tanto doveva uscire dal torpore.


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Insomma, uno stadio esaurito ha assistito a un match di scarso valore tecnico e tattico e reso interessante soltanto dai 5 gol totali e dall'emozione dell'ultimo secondo che, almeno, ha giustificato il prezzo del biglietto. Ora, anche grazie al pareggio del Milan con l'Atalanta, il secondo posto è di nuovo in banca, ma difenderlo fino al termine della stagione non sarà affatto facile. Affidarsi ciecamente alla fortuna, infatti, non può bastare, perché ieri è andata bene ma alla prossima, magari, andrà diversamente. 

Da tre anni si naviga su una nave in tempesta priva di timoniere e lasciata all'improvvisazione dei marinai che, settimana dopo settimana, fanno ciò che possono. Alcuni di loro (Federico Chiesa, per esempio) sono stati costretti a diventare mozzi, umiliati e fischiati per colpe non proprie, altri (Filip Kostic), invece, hanno dato l'impressione di essersi stancati di fare un lavoro diverso da quello per cui sono qualificati.

Sono certo che da qui al termine della stagione, la Juventus camminerà sulla passerella, rischiando di cadere e riuscendosi a mantenere in equilibrio per miracolo, fino a quando, speriamo, all'orizzonte apparirà quel porto sicuro dove poter attraccare e ricominciare, con un vero timoniere e nuovi marinai pronti a solcare le onde e a far diventare la Juventus, di nuovo, il terrore dei sette mari. Sempre se gli armatori saranno d'accordo.


(Marcello Gagliani Caputo)

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