Stavolta non è tutto da buttare

A Napoli la Juventus ha perso, acuendo il momento difficile che ormai ha portato il Milan a un solo punto e il quarto posto a 6 punti. Tuttavia, tre le onde della tempesta si è intravisto qualcosa di buono, perché una sconfitta non è per forza uguale alle altre. Intendiamoci, allo stadio Maradona si è sempre vista una squadra confusa e senza identità, che punta sull'improvvisazione, eppure ieri la Juventus non meritava di perdere, per niente. Per capirci, una cosa è perdere 1-0 contro l'Inter senza mai tirare in porta, un'altra è perdere 2-1 dopo aver avuto almeno 5-6 palle gol limpide: questione di punti di vista e di orgoglio.  



Una volta tanto, i bianconeri hanno giocato una partita a viso aperto, costruendo tanto e sprecando troppo. Tra gli errori di Vlahovic, un palo e tante altre occasioni buttate al vento, almeno un punto si poteva portare a casa e sarebbe stato anche stretto. Una flebile luce nella tormenta, forse l'indizio che ci stiamo davvero avviando verso la nostra Liberazione. A giugno manca ormai poco, la stagione volge al termine, ma c'è ancora da difendere il secondo posto e la qualificazione in Champions, diventata nella generale mediocrità degli ultimi tre anni un obiettivo impareggiabile, da esaltare e da sfoggiare con vanto.

Mentre c'è ancora chi dice che "giocando bene non si vince", alzando gli scudi in difesa del proprio vate(r) chiamato Massimiliano Allegri e buttando la croce sulle spalle dei giocatori, nelle retrovie, forse, c'è qualcuno che sta già lavorando al futuro della Juventus. Un futuro, si spera, molto diverso da quello recente, una svolta che forse ci tirerà fuori dalla melma di mediocrità in cui ci ha imprigionati l'allenatore e da molti considerata più buona della Nutella. 

Se, davvero, ciò che abbiamo visto domenica sera può essere considerato un moto d'orgoglio dei giocatori, alcuni dei quali si sono perfino permessi di giocare nel proprio ruolo naturale, allora aspettiamo le prossime partite per averne conferma. Uno strappo che potrebbe fare bene a tutto l'ambiente e ridare speranza a noi che, da tre anni, aspettiamo di riavere la vera Juventus, quella per cui il secondo posto significa essere soltanto il primo dei peggiori.


(Marcello Gagliani Caputo)

 

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