Un derby d'incoraggiamento

Dopo la vittoria nel derby della Mole, la Juventus ha rilanciato la propria candidatura per una stagione da protagonista, tenuto soprattutto conto del passo falso dell'Inter e della vittoria stentata e fortunata del Milan.


Il 2-0 contro i granata, maturato soltanto nel secondo tempo, è stato frutto della solita partita a due volti dei bianconeri: un primo tempo brutto e noioso e un secondo più agguerrito e combattivo. Un atteggiamento che ormai caratterizza i match della Juventus ogni settimana, a causa di una visione del tutto distorta della competività e dell'importanza di approcciare bene gli impegni.


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Seppur senza coppe, questa Juventus continua a giocare a corrente alternata e con la netta sensazione che con un po' più di coraggio e convinzione, i risultati potrebbero essere ben diversi. D'altronde, quando in panchina siede un allenatore che predica calma ogni giorno e che pensa che "l'importante è non prenderle", per i giocatori diventa dura mettere in campo aggressività e ritmo.

Anche contro un Torino nettamente inferiore, i bianconeri hanno faticato oltre ogni limite, chiudendo il match troppo tardi e soffrendo più del dovuto. Guardando le partite, si ha la sensazione di una squadra in perenne difficoltà, indecisa se affondare il colpo o rimanere guardinga e prudente. È questo uno dei motivi per cui non si prova più piacere a guardare la Juventus in TV, almeno per coloro che non pensano che "la partita è bella quando si vince". 



In un Campionato in cui il Napoli sembra la copia sbiadita della macchina perfetta della scorsa stagione e le milanesi procedono tra alti e bassi, l'occasione sembrerebbe ghiotta. Tuttavia, Allegri continua a parlare di "obiettivo quarto posto", ridimensionando le potenzialità della squadra e dei singoli. Un atteggiamento diventato ormai stucchevole e fastidioso e che può piacere soltanto a chi non ha occhi per vedere oltre il proprio naso.

È ormai chiaro a (quasi) tutti che questa Serie A è ampiamente alla portata della Juventus, perfino quando in squadra mancano due assi come Vlahovic e Chiesa. Non solo le avversarie non sono imbattibili, ma la qualità della rosa è molto migliore di quello che ci vogliono far credere. Allegri continua a portare avanti, con mille complicità, una filosofia lontanissima dal DNA bianconero che se molti accettanno a testa bassa, molti altri non sopportano più. 

Come scritto la settimana scorsa, chi è disposto ad accettare la nuova dimensione provinciale della Juventus è libero di farlo, ma non potete impedirci di esigere ogni giorno qualcosa di diverso dalla squadra più vincente d'Italia e tra le più vincenti in Europa. Chi si accontenta gode? No, preferisco il detto "chi non risica non rosica".


(Marcello Gagliani Caputo)

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