venerdì 10 settembre 2021

CEFERIN TORNA AD ATTACCARE LA SUPERLEGA

 

Tra una pausa e l'altra prosegue la guerra fredda tra Aleksander Ceferin, Presidente dell'UEFA e i Presidenti di Juventus, Real Madrid e Barcellona, fautori della Superlega.

È di queste ultime ore, infatti, l'ultimo, ennesimo, attacco da parte di Ceferin nei confronti non solo di Agnelli, ma anche del Real Madrid e del Barcellona, le tre squadre che continuano strenuamente a portare avanti l'idea della Superlega


Mentre, infatti, qualche settimana fa è trapelata la notizia che in Inghilterra si sta studiando il grande rilancio della Superlega con un nuovo regolamento e una nuova e più inclusiva struttura, Ceferin non perde occasione per lanciare bordate ai suoi nemici giurati, nonostante non possa fare alcun passo ufficiale contro le tre squadre. 

L'ultimo attacco riguarda direttamente le persone coinvolte, ovvero Andrea Agnelli, Florentino Perez e Joan Laporta, verso i quali ha esternato parole molto pesanti durante un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco "Der Spiegel": "Non mi spiacerebbe se se ne andassero, è molto divertente che vogliano creare una nuova competizione e allo stesso tempo vogliano giocare la Champions League.  Hanno dirigenti semplicemente incompetenti, sono persone che hanno tentato di uccidere il calcio". 

Inoltre, il patron dell'UEFA non le manda a dire a Florentino Perez, protagonista durante l'ultima sessione di calciomercato della caccia a Kylian Mbappè: "Si lamenta e dice che il club può sopravvivere solo con una Superlega e poi vuol provare a ingaggiare Kylian Mbappé per 180 milioni di euro".


Insomma, la querelle tra Superlega e UEFA durerà ancora a lungo e Ceferin sembra prenderla sempre più sul personale, in una battaglia che lo sta vedendo fido alleato e "compare" di Nasser Al-Khelaifi, proprietario del PSG e nuovo padrone del calcio con il benestare dello stesso Ceferin. 

La sensazione è che chi crede che la Superlega sia finita si sbagli di grosso, perché il futuro del calcio è tracciato e la strada sembra portare proprio lì, seppur in forma molto diversa dall'originale.

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